Dal 18 al 20 settembre la Russia ha organizzato il voto per il rinnovo della Duma, la camera bassa del Parlamento. La procedura, sebbene formalmente aperta a più partiti, è stata gestita a stretto controllo del Cremlino, che ha imposto restrizioni su candidati e liste, riducendo di fatto la competizione.
Secondo l’exit poll della televisione di Stato, Russia Unita ha ottenuto il 49,4% dei voti, un valore quasi identico a quello (49,8%).
Con questa quota il partito di Vladimir Putin ha preservato i 324 seggi su 550, mantenendo la maggioranza necessaria per guidare la legislatura.
Risultati ufficiali e confronto con il
Nel ciclo elettorale, Russia Unita aveva conquistato il 49,8% dei voti, traducendosi in 324 posti. Quest’anno, con il 49,4% il risultato resta sostanzialmente invariato, dimostrando la continuità del consenso di base, o quantomeno la capacità del regime di gestire il voto in modo prevedibile.
Le altre forze politiche, pur partecipando, hanno visto i loro valori ridotti a causa di esclusioni mirate.
Mechanismo di esclusione e casi più eclatanti
Il partito liberale Jabloko è stato rimosso dalle liste proporzionali per una presunta violazione del diritto d’autore, privandolo di una potenziale performance del 24,6% nei sondaggi. In Chelyabinsk un candidato è stato squalificato per aver usato il celebre ritratto di Banksy, violando il copyright.
A Nizhny Novgorod un altro aspirante è stato bandito per aver citato Andrej Gromyko: «Meglio dieci anni di negoziati che un solo giorno di guerra». A San Pietroburgo le autorità hanno rimosso manifesti elettorali con parole come «pace», «libertà» e «vita», mantenendo una narrazione controllata.
Altri episodi includono la squalifica a Saratov di un deputato uscente per aver condiviso una vecchia foto di Aleksej Navalny sul suo canale Telegram, e l’esclusione a Tver di un imprenditore legato a Rodina per possedere azioni Apple, Microsoft e Meta. Anche i partiti comunisti, pur allineati alle posizioni del Cremlino, hanno visto i loro numeri contenuti per evitare un possibile rinculo.
Significato politico e dichiarazioni di Putin
Per il regime, le elezioni rappresentano un barometro degli umori della popolazione. Il presidente ha affermato che «si vota in piena conformità alla Costituzione, e si dimostrerà che dietro ai nostri soldati stanno milioni di russi», sottolineando che il voto è una risposta all’«indebolimento della Russia». Il risultato consente di misurare eventuali focolai di malcontento legati alla guerra in Ucraina e di calibrarne la risposta.
Promesse elettorali per i cittadini
Tra le proposte più stravaganti, un candidato di Russia Unita ha promesso «più rifugi antiaerei e antidroni per tutti», un comunista siberiano ha annunciato la costruzione di città da tre milioni di abitanti entro tre anni, e un altro ha garantito «benzina gratis e Internet libero». Queste promesse, seppur poco realistiche, servono a dipingere un’immagine di tutela e benessere per la popolazione.
