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Drone ucraini sopra Mosca: vittime, danni all’affinazione e evacuazioni

Drone ucraini sopra Mosca: vittime, danni all’affinazione e evacuazioni

Tre morti e un impianto petrolifero danneggiato: il più grave attacco di droni ucraini a Mosca durante le elezioni.

Nel pomeriggio della domenica finale del turno elettorale parlamentare russo, le autorità hanno annunciato che la zona di Mosca è stata colpita dal più esteso attacco con droni mai registrato finora nella regione. L’evento, attribuito alle forze ucraine, ha provocato la morte di tre persone e ha arrecato danni significativi a un impianto di raffinazione del petrolio situato nei pressi della capitale.

Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha comunicato tramite il suo canale Telegram che dalle prime ore di sabato le forze di difesa hanno intercettato più di 1.600 droni di cui 450 diretti verso Mosca. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’attacco è stato pianificato con l’intento di disruttire il normale svolgimento delle elezioni ma le autorità sostengono che l’obiettivo è stato sventato.

Tre vittime e il drammatico racconto di Sofyino

Nel villaggio di Sofyino, a sud della capitale, i primi colpi sono caduti su un edificio residenziale. Un drone è riuscito a penetrare l’edificio, provocando l’esplosione di finestre e l’ingresso di detriti. Il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha riferito che due persone sono decedute sul posto e una terza è venuta a mancare in ospedale a causa delle ferite riportate.

Testimonianza di Vitaliy

Un testimone, che ha voluto rimanere anonimo tranne il nome proprio Vitaliy descrive la scena con toni vividi: “Il vetro volava dappertutto, la gente iniziava a urlare. Quando mi sono girato, le porte d’ingresso erano già all’esterno, i detriti coprivano tutto“. Davanti a un edificio parzialmente distrutto, un telo macchiato copriva il corpo di una vittima, segno tangibile della tragedia.

Danni all’infrastruttura energetica e evacuazioni di massa

Il primo impianto colpito è stato il grande raffinatore di Mosca. Sebbene il sindaco non abbia fornito dettagli precisi sull’entità dei danni, testimoni di Reuters hanno captato forti esplosioni e colonne di fumo che si levavano dal sito. Il raffineratore, noto per aver trattato 11,6 milioni di tonnellate di petrolio nel 2024 produceva 2,9 milioni di tonnellate di benzina e 3,2 milioni di tonnellate di diesel nello stesso periodo.

Le conseguenze dell’attacco si sono estese oltre le perdite umane: nell’area di Ramenskoye, un condominio di 21 piani è stato parzialmente evacuato. In totale, 400 persone inclusi 70 bambini sono state trasferite in siti di accoglienza per motivi di sicurezza. Diverse abitazioni nella zona sono risultate danneggiate, aggravando la situazione di emergenza.

Questo episodio si inserisce in un più ampio contesto di conflitto energistico: gli attacchi ucraini hanno già causato la perdita di una parte consistente della capacità di raffinazione russa, determinando carenze di prodotti carburanti, rincari e lunghe code ai distributori su tutto il territorio nazionale, che si estende su 11 fusi orari.

Finora l’Ucraina non ha rilasciato commenti relativi a questo specifico bombardamento, mentre entrambe le parti mantengono che non mirano a colpire civili. Le autorità russe, tuttavia, hanno sottolineato che la difesa aerea ha neutralizzato la stragrande maggioranza dei droni, impedendo il verificarsi di maggiori danni e garantendo la regolarità del voto.

Resta da vedere quali saranno le ripercussioni politiche e operative nei giorni successivi, mentre il paese affronta il compito di ripristinare la capacità produttiva dell’impianto colpito e di assistere le famiglie evacuate.

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