Nel programma Verissimo condotto da Silvia ToffaninFabio Maria Damato ha svelato per la prima volta, in diretta, la sua versione dei fatti legati alla rottura professionale con Chiara Ferragni. L’intervista è servita a ricostruire i momenti salienti di una collaborazione che, per diversi anni, era stata definita da un rapporto “simbiotico”, in cui i due protagonisti condividevano spostamenti, decisioni aziendali e persino momenti personali.
L’ex manager ha dichiarato che, nonostante la stretta complicità, la sua figura rimaneva quella di un dipendente subordinato con una chiara distinzione fra ruolo di capo e di collaboratore. La sua testimonianza è arrivata in un clima di grande attenzione mediatica, dopo la cosiddetta Pandoro Gate che ha coinvolto l’intera azienda Ferragni nel 2023.
Il legame professionale tra Damato e Ferragni
Damato ricorda che, fin dal suo ingresso, la sua missione era quella di supportare la crescita dell’impero digitale di Ferragni. “Il nostro rapporto per molti anni è stato simbiotico, stavamo sempre insieme“, ha raccontato, evidenziando come il lavoro quotidiano avesse generato un legame umano che superava la mera collaborazione.
Tuttavia, ha sottolineato che Chiara Ferragni è sempre stata il suo capo e che il rispetto dei ruoli era fondamentale per la gestione dell’azienda.
Secondo Damato, l’intensità di questo rapporto non ha mai portato a un senso di superiorità: “Direi di no. Quando sei al vertice devi rimanere molto attento”, ha risposto quando gli è stato chiesto se la loro ascesa li avesse fatti montare la testa. Questa affermazione vuole ribadire la sua percezione di una collaborazione basata su professionalità più che su egoismo.
Le tensioni prima del Pandoro Gate e la proposta di evoluzione
Già prima del caso che ha scosso l’opinione pubblica, Damato aveva percepito la necessità di un cambiamento nella comunicazione di Ferragni. Dopo l’evento di Sanremo, ha confessato di volere “qualcosa di diverso” e una “evoluzione” nell’immagine pubblica dell’imprenditrice. In particolare, riteneva che Instagram stesse diventando un vero strumento di lavoro richiedendo una maggiore sobrietà e una riduzione della condivisione di aspetti privati.
La festa nel supermercato e il video della tuta grigia
Un episodio isolato, la festa organizzata in un supermercato dove Ferragni e Fedez avrebbero dovuto “tirarsi la frutta”, è stato citato da Damato come esempio di decisioni non condivise. “Io ero venuto a sapere di questa festa e avevo consigliato di non farla“, ha spiegato, aggiungendo di non essere stato presente all’evento. Inoltre, ha menzionato il controverso video con la tuta grigia sostenendo che avrebbe preferito una spiegazione più trasparente delle dinamiche operative.
Il Pandoro Gate, le accuse e le dimissioni
Nel 2023, la vicenda nota come Pandoro Gate ha colpito duramente la reputazione di Ferragni. Secondo Damato, l’operazione era una prassi di mercato comune nel settore, e l’azienda era in totale buona fede. “Era una prassi di mercato – Eravamo in buona fede“, ha dichiarato, negando qualsiasi dubbio interno sulla legittimità dell’iniziativa. Le autorità hanno comunque riscontrato un’ambiguità contrattuale, ma Damato ha definito l’accusa di truffa aggravata “irrealistica“.
Due mesi dopo lo scoppio del caso, Damato ha rassegnato le dimissioni, affermando che il nuovo assetto dell’azienda non era più in linea con i suoi valori. “Non ho più un rapporto con Chiara. Non c’è stato alcun litigio, ma una graduale distanza”, ha concluso, aggiungendo di aver lasciato l’impresa per motivi di coscienza professionale. Ha inoltre precisato che i rapporti con Fedez erano di “circostanza“, senza alcun coinvolgimento personale.
