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Houthi colpiscono aeroporto di Riad, avvisi USA e reazione svizzera

Houthi colpiscono aeroporto di Riad, avvisi USA e reazione svizzera

I ribelli yemeniti hanno colpito l’aeroporto di Riyadh e un impianto Aramco a Yanbu, scatenando allerta americana e una dichiarazione di allarme da parte della Svizzera.

Sabato, nell’ultima notte di venerdì, il cielo sopra l’aeroporto internazionale di Riyad si è riempito di fiamme e di una colonna di fumo nero che ha attirato l’attenzione di chiunque osservasse da terra o da satellite. Secondo immagini diffuse, la colonna sembrava sorgere proprio vicino alle piste, suggerendo un possibile incendio di una cisterna appartenente alla Aramco.

Il portale FlightRadar24 ha segnalato subito il massimo grado di perturbazione: voli cancellati, ritardi prolungati e un’intera zona di traffico aereo temporaneamente chiusa.

Allerta americana e risposta svizzera

In risposta all’esplosione, l’ambasciata americana a Gerusalemme ha emesso un’avviso urgente per tutti i cittadini statunitensi presenti in Israele. La comunicazione invitava a mantenere un livello di vigilanza più elevato tenendo conto di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi.

La nota, senza citare direttamente gli eventi in Arabia Saudita, aveva lo scopo di preparare i viaggiatori a eventuali cambiamenti improvvisi dei percorsi aerei.

Nel frattempo, il DFAE svizzero ha pubblicato sul proprio profilo X una dichiarazione in cui la Svizzera è profondamente preoccupata per gli attacchi contro il Regno saudita. Il comunicato ha avvertito che tali azioni rappresentano una seria minaccia per la popolazione civile e potrebbero innescare una ulteriore escalation regionale, esortando tutte le parti a esercitare la massima moderazione e a privilegiare il dialogo diplomatico.

Le rivendicazioni Houthi e l’espansione della campagna

Il portavoce militare degli HouthiYahya Saree ha confermato su Telegram due operazioni “riuscite” condotte con un gran numero di missili balistici, da crociera e droni. La prima mira a “siti sensibili” nella capitale saudita, la seconda colpisce gli impianti Aramco di Yanbu. Gli Houthi hanno giustificato gli attacchi come risposta ai tentativi sauditi di colpire la capitale yemenita di Sana’a. Il messaggio sottolinea anche che l’offensiva ora supera il tradizionale focus su infrastrutture petrolifere e basi militari del sud del Regno.

Un episodio precedente, avvenuto il venerdì in Ta’if ha visto il coinvolgimento di un Eurofighter italiano parcheggiato nella base, segno che la guerra si sta internazionalizzando. Un funzionario del governo Houthi a Sana’a ha però rassicurato Roma, affermando che non vi è intenzione di trascinare l’Italia in un conflitto diretto.

Bilancio delle vittime nello Yemen

Parallelamente, gli scontri nel sud dello Yemen hanno causato almeno 48 morti in sole 24 ore: 17 soldati governativi e 31 combattenti Houthi. I ribelli mantengono il controllo di zone strategiche lungo la costa del Mar Rosso, mentre i raid dell’esercito saudita non sono riusciti a fermare l’avanzata. Nonostante le aggressioni continue, gli Stati Uniti non hanno ancora annunciato un intervento militare diretto; il presidente Donald trump ha respinto la richiesta saudita di supporto aereo, preferendo mantenere aperti i canali diplomatici.

Questa escalation rappresenta la prima volta che la capitale saudita subisce un attacco aereo diretto dall’inizio delle ostilità con gli Houthi, a partire dalla ripresa dei combattimenti a luglio. Gli allarmi sono stati emanati anche in altre regioni del Regno, ma finora non sono state comunicate vittime o danni materiali significativi a Riyadh.

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