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Filmati colorati del 1952 mostrano luci misteriose nello Utah

Filmati colorati del 1952 mostrano luci misteriose nello Utah

Un filmato navy del 1952, rivelato ora dal Pentagono, mostra oggetti luminosi sopra l'Utah senza spiegazioni definitive.

Il Pentagono ha appena pubblicato la sesta tranche di documenti relativi ai cosiddetti UAP (unidentified anomalous phenomena). Tra i file disponibili spicca un filmato a colori del 2 luglio 1952, girato in un’area rurale di Tremonton nello Utah. Si tratta di uno dei pochi video dell’epoca a mostrare una decina di punti luminosi che attraversano un cielo completamente privo di riferimenti visivi.

Il materiale è stato inserito in un archivio complessivo di 71 file, di cui 15 video e un unico audio, che copre un arco temporale dal 1952 al 2025.

Il filmatore era Delbert C. Newhouse sottufficiale della Marina degli Stati Uniti e fotografo militare. In quel giorno di luglio, mentre era in viaggio con la propria famiglia, impiegò una cinepresa da 16 mm per catturare quello che descrisse come «una dozzina di oggetti luminosi che si muovevano rapidamente».

Dopo i primi 55 secondi, il rullino si interrompe e riprende con immagini di una dimostrazione di macchine da cucire, suggerendo che la pellicola fosse stata riutilizzata per altri scopi.

Il filmato del 2 luglio 1952: descrizione e contesto

Il video mostra piccoli bagliori che si spostano in un cielo privo di elementi di riferimento: non vi sono edifici, rilievi o nuvole che possano aiutare a stimare distanza, velocità o dimensioni.

Questa carenza di contesto visivo complica qualunque tentativo di analisi scientifica, lasciando aperta la possibilità di molteplici interpretazioni. All’epoca, l’immagine fu consegnata al Project Blue Book l’iniziativa dell’Aeronautica militare americana (Air Force) che, dal 1952 al 1969, investigò migliaia di fenomeni aerei non identificati.

Limiti tecnici del materiale

La pellicola da 16 mm, seppur rara per la sua vividezza, presenta però delle limitazioni: la risoluzione è contenuta, la durata totale è di poco più di un minuto e il campo visivo è stretto. Inoltre, l’interruzione improvvisa del filmato e la successiva ricomposizione con contenuti non correlati indicano che il nastro era stato probabilmente riciclato, riducendo ulteriormente la possibilità di una valutazione approfondita.

Il percorso di declassificazione: dal Project Blue Book al 2026

Il caso di Tremonton rimase classificato come “non risolto in modo definitivo” dal Robertson Panel del gennaio 1953, che aveva ipotizzato riflessi o stormi di uccelli. Tuttavia, il filmato non fu mai cancellato, perché ritenuto un esempio significativo da includere nei futuri archivi, l’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office) confermò che non esistono prove di origine extraterrestre o di programmi segreti di retro-ingegneria.

Il PURSE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters), attivato l’8 maggio 2026 per rendere pubblici i documenti militari, di intelligence, FBI, NASA e altri enti, ha reso disponibile questo filmato insieme a 70 altri file. In totale, il Project Blue Book registrò 12 618 segnalazioni, di cui solo 701 (circa 5,6 %) sono rimaste non identificate. Il caso di Tremonton rappresenta una delle poche testimonianze visive che, pur non avendo portato a una conclusione, continua a alimentare il dibattito sull’affidabilità dei dati dell’epoca.

La diffusione del materiale non è intesa come conferma dell’esistenza di veicoli extraterrestri, ma come dimostrazione della volontà delle istituzioni di aumentare la trasparenza su fenomeni che, per decenni, hanno alimentato speculazioni. Come ha sottolineato il portavoce del Pentagono, Sean Parnell la pubblicazione è una tappa di un processo in evoluzione, destinato a migliorare la raccolta e l’analisi di future segnalazioni.

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