Il 20 settembre 2026 le urne di Meclemburgo hanno chiuso una corsa elettorale che si è conclusa con un risultato inatteso: l’AfD si piazza al primo posto, superando di poco la SPD. I dati dell’uscita preliminare, diffusi da ARD e ZDF, indicano che l’AfD ha ottenuto circa il 37-38 % dei voti, la SPD il 35-36 % e la CDU un minimo intorno al 5 %.
Queste percentuali segnano una svolta drammatica per il partito di centro-destra, la cui performance è la peggiore dal dopoguerra.
Il risultato di Meclemburgo arriva a poche settimane dal voto a Sassonia-Anhalt dove l’AfD aveva già mostrato la capacità di governare una regione tedesca per la prima volta da decenni. L’accelerazione dei consensi dell’estrema destra sembra indicare un mutamento dell’opinione pubblica nelle ex terre della DDR, suscettibile di influenzare le dinamiche nazionali e la capacità del governo federale di portare avanti le proprie proposte.
AfD domina il voto in Meclemburgo: i numeri delle uscite preliminari
Secondo le previsioni di exit poll di ARD, l’AfD ha raggiunto il 37 % dei voti, poco davanti alla SPD con il 35,5 %. Il risultato è stato definito una «sensazione» da Tino Chrupalla, co-leader del partito. La CDU guidata dal cancelliere Friedrich Merz è scesa a un 5,5 %, pari al limite di sbarramento, un risultato che la stessa ARD descrive come «catastrofico».
Al di sopra della soglia, la Linke e i Verdi hanno superato la CDU, rendendo ancor più difficile la formazione di una coalizione governativa tradizionale.
Possibili alleanze e soglia della CDU
Con la CDU ai margini della soglia del 5 %, le opzioni per una maggioranza stabile si restringono. La SPD potrebbe tentare una coalizione con i Verdi e, forse, con la Linke ma l’esclusione dell’AfD rimarrebbe difficile senza un accordo più ampio. Il partito di destra populista, tuttavia, ha dichiarato la disponibilità a parlare con tutti, anche se l’opposizione di Alice Weidel invita a superare il tradizionale cordone sanitario. Parallelamente, il movimento rosso-bruno dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) si avvicina al 5 % di sbarramento, ma la sua influenza rimane incerta.
Friedrich Merz reagisce: disastro e riforme
Il cancelliere Friedrich Merz ha definito il risultato in Meclemburgo un «disastro», ma ha respinto le voci su un eventuale dimissionamento. In un comunicato urgente ha sottolineato che la Germania è ancora capace di riforme, definendole «antidoto al veleno dell’autoritario». Merz ha rimarcatto la sua identità di «cancelliere delle riforme», promettendo di aumentare l’età pensionabile, ridurre alcune prestazioni sanitarie e rendere più difficile la fruizione di permessi per malattia, al fine di stimolare la crescita economica. Ha affermato che tale agenda richiede «spina dorsale, costanza e pazienza», qualità che intende dimostrare sia alla guida della CDU che come capo di governo.
Berlino, un panorama diverso: la Linke in testa
Nella capitale, i dati di ARD mostrano la Linke al primo posto con il 24,5 % dei voti, seguita dalla SPD. La CDU al 20 %, si trova in una posizione difficile, soprattutto dopo la recente uscita del sindaco uscente Kai Wegner a causa di polemiche legate al blackout di gennaio. Il nuovo candidato, Stefan Evers, entrato in corsa a luglio, affronta una sfida complessa in una città dove la sinistra guadagna terreno. I risultati di Berlino evidenziano una divergenza marcata rispetto al Nord-Est, dove l’AfD sta guadagnando terreno, sottolineando la frammentazione del panorama politico tedesco.
