Le autorità russe hanno avviato la costruzione di una nuova unità produttiva presso lo stabilimento Alabuga-Volokno situato nella zona economica speciale di Alabuga, nella Repubblica del Tatarstan. L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di fabbricazione di fibra di carbonio destinata al settore aerospaziale, con una previsione di 500 tonnellate annue entro il 2029.
Le immagini satellitari scattate a maggio e luglio hanno mostrato la pulizia di terreni adiacenti al sito, segno evidente dell’avvio dei lavori.
Piano di espansione dell’impianto Alabuga-Volokno
Il progetto, approvato dal governo russo nel mese di maggio, prevede l’allestimento di una nuova linea per la produzione di filamenti chimici e fibre ad alta resistenza.
Secondo i documenti interni di Rosatom e della sua divisione avanzata UMATEX la struttura sarà in grado di generare fino a 500 tonnellate di fibra di carbonio di grado aerospaziale ogni anno. Questo materiale è indispensabile per la realizzazione di telai leggeri ma robusti, requisito fondamentale dei droni kamikaze impiegati nella guerra contro l’Ucraina.
Il coinvolgimento della Cina
Le indagini hanno anche evidenziato che lo stabilimento ha ricevuto una spedizione mascherata di 46 tonnellate di prodotti chimici per la fibra di carbonio provenienti da una società statale cinese. Sebbene l’ambasciata cinese a Washington affermi di non essere a conoscenza dei piani russi, la transazione conferma la continua cooperazione tra i due Paesi in ambito di difesa.
Impatto sulla produzione di droni e capacità militari
Gli analisti stimano che l’incremento di 500 tonnellate di fibra di carbonio possa tradursi in circa 28.000 nuovi droni armati all’anno, cioè un aumento del 78% rispetto alla produzione attuale. Attualmente, la Russia riesce a fabbricare più di 36.000 unità kamikaze, note come “Geran”, ogni anno. Con la capacità ampliata, le forze russe potranno intensificare le campagne di attacco contro obiettivi sia militari che civili, come dimostra l’ultimo attentato a un treno passeggeri nella zona di confine con la Polonia.
Reazioni internazionali e implicazioni strategiche
Le autorità di Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi occidentali hanno imposto sanzioni a Rosatom e alla sua controllata UMATEX. Il U.S. House Select Committee on China ha verificato l’autenticità dei documenti, confermandone la veridicità. In risposta, esperti di sicurezza come David Albright sottolineano la rapidità della costruzione: la nuova struttura dovrebbe essere operativa entro il 2027, fornendo a Mosca una base solida per aumentare la produzione di droni e ridurre la dipendenza dalle importazioni cinesi di precursori chimici.
Secondo Serhii Kuzan, responsabile del Ukrainian Security and Cooperation Centre, l’espansione di Alabuga rappresenta una minaccia non solo per il fronte ucraino, ma per l’intera sicurezza dell’Europa. Il progetto rientra nella più ampia strategia russa di sostituzione delle importazioni e di potenziamento dei settori strategici come l’aviazione e la difesa, con l’obiettivo di raggiungere la produzione di 130.000 droni entro il 2030 e 350.000 entro il 2035.
