Alla vigilia del 20 settembre, il World Join Center di Milano si è trasformato in una arena politica: oltre duemila persone hanno assistito all’intervento di Giuseppe Conte in occasione della seconda tappa di Nova 2.0. L’ex premier, presidente del Movimento 5 stelle, ha aperto il discorso con il consueto mantra “ora tocca a noi”, sottolineando l’intenzione di guidare il paese verso una “tabula rasa” istituzionale.
Il programma di Nova 2.0 e il rifiuto di fornire armi all’Ucraina
Conte ha annunciato che il nuovo progetto programmatico, frutto della consultazione aperta a più di 17 000 partecipanti prevede il blocco assoluto degli aiuti bellici all’Ucraina. Il messaggio è stato chiaro: “non indietreggeremo di un millimetro” su questo punto, che occupa il ruolo di pilastro centrale del documento.
Accanto a questa posizione, il leader ha elencato una serie di misure volte a revocare le firme di governo su leggi che, a suo avviso, hanno danneggiato l’interesse nazionale, tra cui il patto di stabilità con severi tagli a sanità e scuola, l’accordo di riarmo con la Germania e l’aumento della spesa difensiva al 5 % del PIL.
Le critiche a Meloni e le proposte di riforma
Durante il suo intervento, Conte non ha esitato a rimarcare le decisioni del governo guidato da Giorgia Meloni, definendole “errori clamorosi”. Ha citato tre firme che secondo lui hanno segnato una deriva: la sottoscrizione al patto di stabilità, l’accordo di riarmo e l’impegno a potenziare la difesa tramite la NATO. Il candidato ha promesso di cancellare tali scelte, di ripristinare il reato di abuso d’ufficio e di eliminare le norme che limitano le intercettazioni, presentando il progetto sotto il nome di Alleanza per la Costituzione.
La risposta di Elly Schlein e le prospettive di dialogo
Nel pomeriggio, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein ha commentato il documento di Nova durante un’intervista a Parma, sottolineando le 4 850 proposte condivisibili tra i due movimenti. Schlein ha dichiarato che, sebbene il Pd continui a sostenere l’Ucraina fino a una “pace giusta”, è disposto a negoziare e a trovare un compromesso. Ha evidenziato la necessità di un ruolo maggiore dell’Unione Europea come unico interlocutore diplomatico, capace di isolare la Russia senza ricorrere a una resa.
Schlein ha inoltre ribadito che il percorso verso un candidato premier deve essere preceduto da un accordo programmatico. Ha escluso la possibilità di imporre un candidato nella lista di coalizione, preferendo, in caso di stallo, l’organizzazione di primarie. Il messaggio chiave è stato: “Prima il programma, poi la leadership”, con l’obiettivo di evitare divisioni come quelle del 2022.
Impatti elettorali e conclusioni
Il raduno di Milano ha rappresentato un momento cruciale per il Movimento 5 stelle, che intende tradurre la consultazione in un’opportunità elettorale. Con 5 000 persone coinvolte nella fase finale di Nova, l’evento ha mostrato una capacità di mobilitazione superiore a quella dei sondaggi tradizionali, basati su campioni di poco più di mille intervistati. Le dichiarazioni di Conte e le risposte di Schlein disegnano un panorama politico in cui la collaborazione tra le forze di centro-sinistra potrebbe diventare la chiave per sfidare il governo attuale, soprattutto su temi sensibili come la difesa e le politiche sociali.
