Al Forum in Masseria a Manduria sono emersi passaggi politici rilevanti che hanno richiamato l’attenzione sui rapporti interni del centrodestra. Intervenendo a margine dell’evento, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto in maniera netta alle domande dei giornalisti sull’eventualità di cambi nell’esecutivo, dichiarando: “Il rimpasto di governo non è all’ordine del giorno“.
La frase è arrivata mentre nel dibattito pubblico ribollivano tensioni su alleanze e la strategia elettorale del centrodestra.
Il confronto a Manduria ha coinvolto figure politiche del governo e dell’opposizione, con temi che vanno dalla collocazione di nuovi movimenti a questioni pratiche come la legge elettorale. Al centro di alcune polemiche c’è il neonato movimento guidato da Roberto Vannacci e la possibilità che, alla fine, finisca a fare parte della coalizione di centrodestra.
Dibattito su Futuro nazionale e le divergenze tra i leader
Il destino di Futuro nazionale è stato uno dei fili conduttori del confronto. Carlo Calenda ha espresso scetticismo sull’autonomia a lungo termine del movimento di Vannacci, sostenendo che alla fine si unirà al centrodestra: secondo Calenda si tratterebbe di una dinamica che si consumerebbe “all’ultimo minuto” per evitare contraccolpi elettorali.
Da parte sua Edoardo Rixi della Lega ha espresso diffidenza verso chi tradisce la coalizione, avvertendo che chi tradisce una volta può farlo ancora.
Reazioni di Fratelli d’Italia
Il ministro e dirigente di FdI Francesco Lollobrigida intervenendo su temi agricoli insieme al presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Vannacci sulla presunta rappresentanza dell’«essere la vera destra», reagendo con un secco “Ah davero?” e ribadendo la posizione già espressa in Aula da Giorgia Meloni“Si è chiamato fuori dalla maggioranza votando la sfiducia al governo” e,
Legge elettorale, preferenze e timori sulla sicurezza nazionale
La riforma del sistema elettorale è tornata al centro della scena con riflessi concreti sulle strategie dei partiti. Calenda ha attaccato la legge proposta dal centrodestra, sostenendo che “Il centrodestra ha scritto una legge elettorale da suicidio, l’ho detto anche a Giorgia Meloni” e mettendo in guardia sul rischio che la norma obblighi a tenere insieme forze politiche inconciliabili. Secondo Calenda, tra queste correrebbe il pericolo di includere figure come il portavoce di Vannacci, con conseguenze che definisce un problema di sicurezza nazionale“Putin è nostro nemico“, ha affermato per sottolineare la necessità di una posizione estera condivisa.
Sul tema delle preferenze, diversi esponenti progressisti presenti al Forum hanno chiesto il ripristino di questo meccanismo: tra chi ha chiesto la reintroduzione ci sono nomi come Gaetano ManfrediAntonio Decaro e lo stesso Calenda, che però resta critico sull’effettiva volontà politica di approvarle.
Ipotesi sul Viminale e posizioni della Lega
Nel corso dei lavori è tornata anche la questione della guida del Viminale. La Lega ha rilanciato l’idea di riportare Matteo Salvini al ministero dell’Interno, presentando la proposta come risposta alla concorrenza politica interna rappresentata da Vannacci. Il viceministro ai Trasporti ha sottolineato che Matteo Piantedosi presente alla cena di gala del Forum, è stato valutato positivamente ma che la Lega ritiene il ruolo di Salvini strategico per il tema della sicurezza, lasciando aperta la possibilità di discuterne con la premier.
Le dichiarazioni giunte da Manduria fotografie una fase di ricomposizione e scontro simultaneo: da un lato l’esecutivo con la linea ufficiale del vicepremier che esclude movimenti di governo, dall’altro la competizione politica per i voti e le alleanze che alimenta ipotesi di ricollocazioni interne, in vista delle scelte che saranno prese sul piano elettorale e organizzativo.
