Il dibattito attorno alla partecipazione dello scrittore Eshkol Nevo alla venticinquesima edizione del festival Libro Possibile in Puglia ha assunto connotati pubblici e istituzionali. A poche settimane dall’evento che si svolgerà tra Polignano a Mare e Viesteè emerso un appello firmato da amministratori, intellettuali e rappresentanti della società civile che chiedeva di riconsiderare la presenza dell’autore israeliano.
La direttrice artistica del festival, Rosella Santoroha risposto il 13 giugno 2026 chiarendo la posizione dell’organizzazione: il festival intende mantenere l’invito e continuare a promuovere spazi di dibattito aperti a voci diverse. Questa presa di posizione ha alimentato ulteriori reazioni politiche e culturali nella regione.
Le ragioni dell’appello e il profilo dei firmatari
L’appello che sollecitava l’esclusione di Nevo è stato motivato dal contesto della guerra a Gaza e dall’espansione del conflitto in Medio Orientecon una richiesta esplicita di chiarezza e responsabilità morale da parte degli ospiti del festival. Tra i firmatari figurano personalità pubbliche come Giovanna Iacovone (vicesindaca di Bari), Manuel Minervini (sindaco di Molfetta), e l’antropologa Laura Marchetti.
Anche esponenti di reti per la pace, come la Rete dei comitati per la pace di Puglia e il Coordinamento Molfetta per la Palestinahanno appoggiato l’iniziativa.
La presenza di membri della Chiesa nella lista dei sottoscrittori ha aumentato il peso simbolico della richiesta: tra questi compare padre Franco Mosconearcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondoche ha dichiarato preoccupazione per la situazione in Israele e per l’assenza, a suo avviso, di una presa di posizione critica sufficientemente netta da parte dello scrittore.
Argomentazioni pubbliche e citazioni chiave
I firmatari hanno sostenuto che il tema scelto per l’edizione 2026 del festival, intitolato Discorso all’umanitàrichiede coerenza nel messaggio pubblico degli ospiti. L’appello, pur riconoscendo il valore letterario delle opere di Nevo e il principio della libertà di espressione, chiedeva che il festival non ospitasse chi non avesse espresso una chiara condanna delle politiche considerate responsabili della devastazione a Gaza.
Dal versante istituzionale sono arrivate prese di posizione divergenti: il sindaco di Bari, Vito Lecceseha ammonito che «Togliere la parola e censurare la cultura non è mai una scelta che aiuta la pace», sottolineando il rischio di alimentare l’esclusione e il ristagno del dialogo civile.
La risposta del Libro Possibile e la linea del festival
La direttrice Rosella Santoro ha motivato la decisione di confermare Nevo richiamando il ruolo del festival come luogo di confronto: «Da venticinque anni Il Libro Possibile porta la cultura nelle piazze e accoglie voci, sensibilità e posizioni differenti», ha detto, evidenziando la volontà di affrontare temi complessi senza riduzionismi.
Santoro ha inoltre affermato che «Non possiamo identificare uno scrittore con le scelte politiche del governo del suo Paese» e ha ricordato pubbliche prese di posizione di Nevo a favore della pace, oltre alla sua distanza da esponenti dell’attuale governo di Israele. Per questo motivo, ha spiegato la direttrice, la sua voce sarà ascoltata accanto ad altri ospiti chiamati a discutere il dramma del Medio Oriente, tra cui testimoni e giornalisti palestinesi e rappresentanti della Chiesa impegnati nel dialogo e nella promozione della pace.
Programmazione e luoghi dell’edizione 2026
La presenza prevista di figure come il giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh a Polignano è stata citata come elemento che dimostra la volontà del festival di includere prospettive diverse nel programma. L’evento rimane quindi confermato nelle città pugliesi coinvolte, con l’intento di offrire strumenti per comprendere la complessità del presente.
Il confronto tra richieste di esclusione e difesa della partecipazione mette in luce il nodo più ampio sul rapporto tra cultura, responsabilità pubblica e dialogo civile. Mentre alcuni firmatari invocano coerenza morale nelle scelte degli ospiti, gli organizzatori ribadiscono il valore del confronto plurale come strumento per promuovere la pace e la comprensione reciproca.
