La notizia emerge a ridosso delle feste, quando l’attenzione è altrove. E’ così che
l’FBI comunica di aver fermato tutto in tempo. È la versione ufficiale, affidata alle autorità federali e ribadita dal procuratore distrettuale competente. Ma cosa è successo?
Attentato sventato dall’FBI a Capodanno: l’annuncio delle autorità federali
Un attentato, pianificato per la notte di Capodanno, che avrebbe dovuto colpire un fast food e un negozio di alimentari nei pressi di Charlotte, in North Carolina.
Stati Uniti orientali. Zona apparentemente tranquilla. Quelle dove nessuno si aspetta niente.
Secondo quanto comunicato dall’FBI, il sospettato è Christian Sturdivant, 18 anni. Statunitense. Arrestato prima che potesse passare ai fatti. Le parole arrivano da fonti investigative e giudiziarie, riportate durante le comunicazioni ufficiali successive all’arresto. Nessuna conferenza spettacolare. Toni misurati. Ma il messaggio è chiaro: “Abbiamo sventato un attentato”.
Il procuratore distrettuale, citato nelle dichiarazioni ufficiali, ha spiegato che Sturdivant si sarebbe radicalizzato online, mostrando sostegno allo Stato Islamico, noto anche come ISIS. Un processo lento, secondo gli investigatori. Avvenuto nel tempo. Dietro uno schermo. Senza contatti diretti, almeno per ora. Ma sufficiente, dicono, a costruire un progetto violento.
Gli obiettivi sono stati comunicati e confermati dall’FBI… erano persone di origine ebrea, cristiane e membri della comunità LGBTQ+. Questo il quadro che, nelle parole delle autorità, definisce molto probabilmente un movente ideologico. Nessun dettaglio in più, almeno per ora…. Nessuna ricostruzione emotiva. Solo i fatti, messi in fila.
L’attentato fermato dall’Fbi e l’arresto a Mint Hill: cosa dicono inquirenti e procure
L’arresto è avvenuto il 31 dicembre. Ultimo giorno dell’anno… A Mint Hill, una cittadina tranquilla a est di Charlotte. È lì che, secondo gli investigatori federali, il giovane stava pianificando l’attentato da circa un anno. Un tempo lungo. Silenzioso. Fatto di appunti, ricerche, idee che crescono… Così almeno emergerebbe al momento dagli atti.
Durante la perquisizione della sua abitazione, le autorità hanno trovato coltelli, martelli e annotazioni scritte. Appunti su come compiere il presunto attentato. Dettagli pratici. Nessuna arma da fuoco, secondo quanto reso noto. Ma abbastanza, per gli inquirenti, da configurare una minaccia concreta. Tutte queste informazioni arrivano dalle fonti investigative e sono state confermate dal procuratore distrettuale.
Sturdivant è ora incriminato con l’accusa di aver tentato di fornire sostegno materiale a un’organizzazione terroristica. È questo il capo d’imputazione principale, almeno al momento. Nessuna condanna, va ricordato… Solo accuse. La vicenda è ora nelle mani della giustizia federale.
Gli investigtori parlano di un lavoro durato mesi. Monitoraggi online. Segnalazioni. Controlli incrociati. Un’indagine che, sempre secondo l’FBI, avrebbe permesso di intervenire prima che il piano si trasformasse in realtà. Prima di Capodanno. Prima della notte più affollata.
Il caso si insrisce in un contesto più ampio, quello della radicalizzazione online di soggetti molto giovani. Un tema che le autorità statunitensi seguono da tempo. Ma qui, dicono, la minaccia era specifica. Localizzata. Vicina.
Per ora, le uniche voci sono quelle ufficiali. FBI e procura. Nessuna dichiarazione della difesa. Nessuna testimonianza diretta. Tutto è affidato ai documenti e alle parole degli inquirenti.