> > Addio anticipato di Lagarde alla BCE: opportunità per Macron e scenari di su...

Addio anticipato di Lagarde alla BCE: opportunità per Macron e scenari di successione

addio anticipato di lagarde alla bce opportunita per macron e scenari di successione 1771439584

Un'ipotesi di dimissioni anticipate di Christine Lagarde riapre il dossier sulla successione alla BCE: Macron potrebbe avere voce in capitolo e nomi come Klaas Knot e Pablo Hernández de Cos emergono come favoriti

La prospettiva di un addio anticipato di Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea ha riacceso il dibattito politico e istituzionale a Bruxelles e nelle capitali europee. Secondo il Financial Times la presidente starebbe valutando di lasciare la carica prima della scadenza ufficiale del suo mandato, creando così lo spazio perché il presidente francese Emmanuel Macron possa influire sulla nomina del successore.

La notizia, pubblicata il 18/02/, ha provocato reazioni immediate e smentite di facciata dalla stessa istituzione.

La questione non riguarda solo la Francia: tre posti nel direttorio della BCE diventeranno aperti nei prossimi mesi e la loro copertura sarà probabilmente oggetto di negoziazioni politiche multilivello tra i governi della zona euro. Questa dinamica rimette al centro il tema della separazione tra scelte tecniche e compromessi politici nell’Unione.

Perché un’uscita anticipata farebbe comodo a Macron

Un ritiro prima darebbe al presidente francese la possibilità di designare — o quantomeno misurare l’influenza su — il candidato francese alla guida della BCE prima dell’appuntamento elettorale. In pratica, se Lagarde si dimettesse ora, Parigi guadagnerebbe margine negoziale in seno ai colloqui tra i governi della zona euro, influenzando la scelta finale che dovrà poi essere ratificata dal Parlamento europeo. Questa ipotesi spiega l’interesse politico dietro la sola idea di accelerare i tempi.

Un precedente che pesa

La nomina della presidente della Commissione europea e quella del presidente della BCE sono spesso parte di un più ampio scambio politico: nel passato la posizione di capo dell’esecutivo europeo è stata accordata con ricadute sulle nomine nelle altre istituzioni. Un’uscita anticipata di Lagarde potrebbe però dissociare queste due designazioni, creando un nuovo scenario di contrattazione indipendente per la BCE.

I protagonisti della possibile successione

Tra i nomi che circolano come potenziali successori spiccano due figure già note ai mercati: l’ex governatore della Banca centrale olandese Klaas Knot e l’ex capo della banca centrale spagnola Pablo Hernández de Cos. Entrambi vengono indicati dagli analisti come candidati credibili, capaci di assicurare continuità e credibilità tecnica alla BCE.

Un confronto fra profili

Klaas Knot è stato spesso classificato come un «faucon» per la sua propensione a richiamare l’attenzione sui rischi inflazionistici, benché il suo approccio si sia moderato negli ultimi anni. Al contrario, Pablo Hernández de Cos è visto come più incline a una politica accomodante, elemento che potrebbe favorire i Paesi del Sud Europa più indebitati. Gli osservatori sottolineano che gli assetti delle nomine potrebbero prevedere un compromesso: chi non otterrebbe la presidenza potrebbe comunque essere chiamato a ricoprire un ruolo di vertice nel direttorio.

Altri fattori e candidati in campo

La partita include anche altri profili influenti, come il governatore uscente della Banque de France, François Villeroy de Galhau, che ha annunciato il proprio ritiro anticipato a giugno, e il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, il quale ha espresso interesse per ruoli di maggiore responsabilità europea. Anche la membro del consiglio della BCE Isabel Schnabel figura nelle liste, benché questioni giuridiche legate alla durata del mandato possano complicarne la permanenza nel direttorio.

Gli analisti economici ricordano che, nonostante le ragioni politiche, la priorità dei governi e dei mercati è la stabilità della politica monetaria. Per questo motivo molti auspicano che il prossimo presidente della BCE mantenga alta la credibilità e la coerenza nelle scelte sui tassi e sulla comunicazione verso i mercati.

Impatto sulle politiche macroeconomiche

La composizione del direttorio ha implicazioni concrete sulle decisioni di politica monetaria: un vertice più orientato al taglio dei tassi favorirebbe i Paesi con debito elevato, mentre una leadership più rigorosa sul fronte inflazione risponderebbe alle preoccupazioni dei creditori più attenti alla stabilità dei prezzi. In questo senso, la disputa fra profili «faucon» e «colomba» resta centrale per l’orientamento futuro della BCE.

Resta però un elemento di incertezza: la stessa BCE ha ufficialmente dichiarato che la presidente non ha preso decisioni definitive sul termine del proprio mandato, ribadendo la sua concentrazione sugli obiettivi dell’istituto. La speculazione politica continuerà probabilmente fino a quando non si avranno segnali ufficiali dai palazzi europei.