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L'attacco di Vannacci su Mia Bintou Diop, vicepresidente della Toscana: “Bastano tessera Pd e pelle nera"

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La 23enne Mia Bintou Diop, nominata vicepresidente della Toscana da Giani, nel mirino di Vannacci per competenze e curriculum.

La nomina di Mia Bintou Diop a vicepresidente della Regione Toscana a soli 23 anni ha acceso un dibattito sul ruolo dei giovani e delle minoranze nella politica italiana. La scelta del presidente Eugenio Giani, che punta a rinnovare la classe dirigente del Pd e a dare voce alle nuove generazioni, ha scatenato entusiasmo tra i sostenitori di Diop e critiche feroci da parte di Roberto Vannacci della Lega.

Mia Bintou Diop: chi è la giovane vicepresidente della Toscana che guarda al futuro

Classe 2002, Mia Bintou Diop nasce a Livorno da madre italiana di origini tedesche e padre senegalese, ex leader della comunità senegalese locale. A soli 23 anni è diventata vicepresidente della Regione Toscana, scelta dal presidente Eugenio Giani, segnando un record di giovane età per questo ruolo.

Studentessa universitaria in Scienze Politiche all’Università di Pisa, Diop ha mosso i primi passi nella politica come rappresentante d’istituto al liceo Niccolini Palli e, a 16 anni, ha aderito al Partito Democratico. Ha poi consolidato la propria esperienza nei Giovani Democratici, diventando membro della segreteria regionale con deleghe alle pari opportunità e partecipando alla direzione nazionale del partito.

Attiva sui temi di giustizia sociale, diritti civili, lavoro e ambiente, Diop ha accumulato incarichi a livello locale come consigliere comunale a Livorno, vicepresidente della commissione Urbanistica, componente di commissioni dedicate a Cultura, Turismo e Sport, Diritti e Pari Opportunità, e politiche giovanili. Come ha ricordato lei stessa, “quando mi è arrivata la proposta di Giani, la testa si è riempita di domande. E la risposta l’ho trovata dove tutto è iniziato: Livorno“.

La vicepresidente ha più volte sottolineato l’importanza della partecipazione collettiva: “Quando ti affidi alla comunità, non cammini mai da sola“, ribadendo il suo impegno a rappresentare la generazione dei giovani nella Regione.

“Bastano tessera Pd e pelle nera”: l’affondo di Vannacci sulla vicepresidente Mia Bintou Diop

La nomina di Mia Bintou Diop ha subito suscitato le critiche dell’eurodeputato della Lega, Roberto Vannacci, secondo cui la scelta sarebbe ricaduta sulla giovane non per competenza, ma per “la tessera del partito – il Pd – e la pelle nera“. In un post su Facebook, Vannacci ha paragonato il caso Diop a quello di Beatrice Venezi, accusando la sinistra di ignorare l’esperienza mentre celebra meriti simbolici.

Se sei di sinistra, la competenza non è richiesta“, ha scritto, provocando reazioni immediate dai dem, tra cui Giani che ha definito le dichiarazioni “provocatorie e assolutamente offensive“.

Il dibattito si è intrecciato anche con le posizioni di Diop su temi internazionali, come la pubblicazione di una storia Instagram a sostegno della Palestina, che ha suscitato ulteriori polemiche. La vicepresidente ha risposto chiarendo che si tratta di «strumentalizzazione» e ribadendo la propria visione di inclusione e diritti:

La Toscana continuerà a essere terra dei diritti e delle opportunità“. Diop, pur giovanissima e con un curriculum essenziale, si afferma come espressione del rinnovamento dem e della politica che punta sulle seconde generazioni.