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Ameba mangia-cervello, morto un istruttore di sci nautico: sei laghi chiusi

Ameba mangia-cervello, morto un istruttore di sci nautico: sei laghi chiusi

Ameba mangia-cervello in Messico, sei laghi chiusi nello Yucatán dopo la morte di un istruttore: individuata la presenza del microrganismo in sei bacini artificiali.

Allarme per la presenza della Naegleria fowleri, conosciuta come ameba mangia-cervello, rilevata in sei laghi artificiali dello Yucatán. Le autorità hanno disposto la chiusura temporanea dei bacini dopo la morte di un istruttore di sci nautico, colpito da una rara infezione cerebrale con un tasso di mortalità molto elevato.

Sono in corso accertamenti per chiarire le cause della contaminazione e verificare eventuali responsabilità nella manutenzione delle strutture.

Naegleria fowleri, come avviene il contagio e perché l’infezione è così pericolosa

La Naegleria fowleri è presente soprattutto negli ambienti di acqua dolce calda, come laghi e bacini con scarso ricambio idrico, ma può svilupparsi anche in acquedotti, fontane e piscine se le condizioni igieniche e i trattamenti dell’acqua non sono adeguati.

Sebbene venga comunemente definita ameba, il microrganismo è tecnicamente un organismo unicellulare che assume forme simili a quelle delle amebe durante alcune fasi del ciclo vitale.

L’infezione può svilupparsi quando l’acqua contaminata penetra nelle cavità nasali: da qui il patogeno può raggiungere il cervello attraverso i nervi dell’olfatto, danneggiando le cellule nervose e provocando una grave infiammazione.

Bere acqua contaminata, invece, non causa normalmente l’infezione, poiché il microrganismo viene distrutto dagli acidi gastrici.

I casi documentati sono estremamente rari: dalla scoperta della malattia negli anni Sessanta, ne sono stati registrati poco meno di 500 in tutto il mondo. La pericolosità resta tuttavia elevatissima, perché la mortalità si avvicina al 97% e non esiste una terapia di comprovata efficacia in grado di garantire la guarigione. La diagnosi è complicata proprio dalla rarità della patologia e dalla rapidità con cui può evolvere: nella maggior parte dei casi fatali, il decesso si verifica entro circa due settimane dalla comparsa dei primi sintomi.

Messico, sei laghi chiusi per l’ameba mangia-cervello: scatta l’allarme nello Yucatán

Sei laghi artificiali nello Stato dello Yucatán, nel sud-est del Messico, sono stati chiusi dopo il rilevamento della Naegleria fowleri, un microrganismo conosciuto con il soprannome di “ameba mangia-cervello”. Come riportato da Rsi, la decisione è arrivata mercoledì 14 ottobre, in seguito alle analisi effettuate sulle acque nell’area di Mérida, la capitale regionale. I controlli hanno interessato nove bacini artificiali: in sei sono state individuate tracce del microrganismo, mentre gli altri tre non hanno evidenziato contaminazioni.

La vicenda ha richiamato l’attenzione delle autorità sanitarie dopo la morte di un istruttore di sci nautico, che lavorava in uno dei laghi risultati positivi. L’uomo, di circa 34 anni secondo le ricostruzioni, è deceduto all’inizio di settembre a causa di una meningoencefalite amebica primaria (PAM), la grave infezione provocata dal parassita.

In seguito all’accaduto, l’amministrazione locale ha avviato un’indagine per verificare eventuali responsabilità nella gestione e nella manutenzione degli impianti. Il segretario alla Salute dello Yucatán, Alberto Alcocer, ha inoltre precisato che il contagio «non si trasmette da persona a persona né attraverso acqua potabile», ma può verificarsi quando acqua contaminata entra nel naso.

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