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Maltempo: nuova ondata mantiene l’allerta in molte regioni
La Protezione civile ha segnalato una nuova ondata di precipitazioni e vento che interessa vaste aree del Paese.
L’avviso, basato sulle previsioni disponibili, indica possibili criticità idrogeologiche e idrauliche in diverse regioni.
Per la giornata del 15 febbraio è stato disposto un livello di allerta gialla su numerosi territori.
L’intensità dei fenomeni, localmente a carattere di rovescio o temporale, aumenta il rischio di frane, scorrimenti superficiali e possibili esondazioni.
Le regioni coinvolte e i rischi principali
La Protezione civile segnala un’ampia estensione dell’allerta gialla su più regioni. L’avviso interessa settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna.
Inoltre, l’allerta riguarda l’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Le condizioni prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, forti raffiche di vento e attività elettrica associata a temporali.
I dati raccontano una storia interessante sul profilo di rischio: la componente principale rimane di natura idrogeologica. Sono attesi smottamenti sui versanti, scorrimenti superficiali e allagamenti di basso corso.
Il quadro operativo indica possibili inconvenienti alla viabilità locale e chiusure preventive di strade in alcune aree. Si segnala, infine, un aumento del rischio di fenomeni localizzati in corrispondenza di rovesci intensi.
Impatto su infrastrutture e viabilità
Si segnala, infine, un aumento del rischio di fenomeni localizzati in corrispondenza di rovesci intensi. Le raffiche e le piogge intense possono compromettere il regolare svolgimento dei collegamenti e la sicurezza dei tratti stradali minori. Nelle province costiere sono in corso interventi per mareggiate e per limitare la chiusura di percorsi a rischio. La combinazione di vento e mare mosso incrementa la probabilità di danni alle opere lungomare e di inondazioni puntuali. Le autorità locali monitorano i livelli dei corsi d’acqua e, dove necessario, dispongono misure precauzionali per proteggere la popolazione e le infrastrutture critiche.
Focal point: Venezia e il problema dell’acqua alta
Le autorità cittadine monitorano i livelli e coordinano interventi in risposta alle previsioni di maree elevate. I dati raccontano una storia interessante: si attende un picco significativo nella mattina del 15 febbraio che richiede misure tempestive.
Secondo il Centro maree del Comune è previsto un livello massimo di 120 centimetri alle 9:20 del mattino del 15 febbraio. Tale valore, se confermato, comporterebbe il sollevamento delle barriere del MOSE per limitare l’impatto sulle aree basse della città.
Per la sera dello stesso giorno è segnalata una fase con circa 100 centimetri intorno alle 22:50. Questo valore potrà variare in funzione dell’evoluzione meteorologica, con possibili incrementi o diminuzioni nelle ore successive.
Le condizioni favorevoli all’acqua alta sono previste per diversi giorni, con probabilità di ritorni incisivi almeno fino al 19 febbraio. Le autorità mantengono uno stato di vigilanza e possono adottare ulteriori provvedimenti logistici e di protezione civile.
Le operazioni di sorveglianza si concentrano sulle zone più esposte e sulle infrastrutture critiche, mentre le squadre tecniche restano pronte ad attuare misure di contenimento e assistenza alla popolazione. L’andamento delle maree nelle prossime ore determinerà eventuali ulteriori attivazioni operative.
Come si attiva il MOSE e quali scenari considerare
Il sistema di barriere mobili del MOSE si attiva quando i livelli di marea superano soglie prefissate. L’attivazione è decisa sulla base delle previsioni idrometeorologiche e della valutazione operativa delle autorità competenti. Il sollevamento delle paratoie costituisce una risposta ingegneristica mirata a ridurre l’ingresso delle acque alte nella laguna.
La sua efficacia dipende dalla precisione delle previsioni e dalla rapidità delle manovre. Le condizioni meteorologiche avverse e la persistenza di vento sostenuto possono limitare l’effetto protettivo, con ricadute concentrate in aree particolarmente esposte.
Anche con il MOSE operativo restano possibili fenomeni locali di allagamento, soprattutto in punti a bassa quota e in presenza di reti di smaltimento insufficienti. Per questo motivo le amministrazioni comunali mantengono ordinanze specifiche e piani di intervento locali.
Le autorità consigliano di seguire gli aggiornamenti del Centro maree, che fornisce previsioni e bollettini utili alla gestione delle fasi operative. L’andamento delle maree nelle prossime ore determinerà eventuali ulteriori attivazioni operative e le misure di presidio nelle zone più vulnerabili.
Effetti già registrati sul territorio
Sul territorio le conseguenze del maltempo si sono già manifestate. Una mareggiata ha costretto all’evacuazione oltre 50 persone in abitazioni a ridosso degli scogli alla foce del Tevere, nel comune di Fiumicino (Lazio).
Per motivi di sicurezza sono state disposte chiusure stradali nella provincia di Roma. In Sicilia le province maggiormente colpite nelle ultime 24 ore sono state Palermo, Messina, Catania e Trapani.
Le autorità locali segnalano danni e disagi legati a piogge intense e venti forti. Le squadre di soccorso e la protezione civile mantengono il presidio delle aree più esposte in attesa dell’evoluzione delle condizioni meteo.
Situazione in Calabria e richieste istituzionali
La Regione Calabria ha formalizzato la richiesta di stato di emergenza nazionale per i danni causati dall’ondata di maltempo che ha interessato il territorio nei giorni scorsi. La misura mira a ottenere risorse straordinarie per interventi di soccorso, il ripristino delle infrastrutture e la tutela delle comunità più colpite.
Le amministrazioni locali hanno avviato valutazioni su misure urgenti per accelerare l’assistenza e contenere i danni. Nel frattempo le squadre di soccorso e la protezione civile mantengono il presidio delle aree più esposte, in attesa di un pronunciamento del governo sulle risorse richieste.
Le autorità locali raccomandano di attenersi alle comunicazioni ufficiali della Protezione civile e dei centri meteo. Si consiglia di evitare spostamenti non necessari nelle aree a rischio e di adottare precauzioni nelle zone costiere e nei pressi dei corsi d’acqua.
La combinazione di pioggia, vento e innalzamento della marea aumenta i rischi per la popolazione e le infrastrutture. Restare informati e rispettare le indicazioni delle autorità rimane la misura più efficace per limitare i pericoli. Si attendono aggiornamenti dai bollettini meteo e dagli enti responsabili del coordinamento dei soccorsi.