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Via libera dal Consiglio dei Ministri al decreto sicurezza: nuove norme e annuncio di Giorgia Meloni

approvato decreto sicurezza

Decreto sicurezza approvato, ok dal Cdm: fermi preventivi e divieti mirati per rafforzare ordine e tutela nelle manifestazioni. Ecco i dettagli.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza, introducendo misure mirate per rafforzare l’ordine pubblico durante le manifestazioni. Tra le novità più rilevanti spiccano il fermo preventivo, che consente agli agenti di trattenere fino a 12 ore persone ritenute pericolose in cortei pubblici, e il divieto di partecipazione a chi ha precedenti per reati gravi legati a proteste o violenze in piazza.

Le norme puntano a coniugare strumenti di prevenzione con garanzie legali, assicurando sicurezza ai cittadini e protezione per le forze dell’ordine, senza rinunciare al rispetto delle procedure giudiziarie.

Dal Cdm via libera al pacchetto sicurezza: ecco cosa cambia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di interventi in materia di sicurezza, comprendente sia un decreto legge che un disegno di legge, rispettivamente con 33 e 29 articoli. Le misure, secondo il governo, mirano a rafforzare l’ordine pubblico, prevenire la criminalità giovanile, disciplinare le manifestazioni e garantire maggiore protezione ai cittadini e alle forze dell’ordine.

Tra le novità principali figurano il divieto di porto di coltelli per i minorenni, con sanzioni penali e amministrative, e la possibilità per le forze di polizia di effettuare fermi preventivi di breve durata (fino a 12 ore) in vista di cortei e raduni considerati potenzialmente pericolosi. Tali fermi, come chiarito dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sono sempre sottoposti al controllo dell’autorità giudiziaria e non configurano misure liberticide, ma strumenti di prevenzione fondati su indizi concreti e specifici relativi alla pericolosità dei soggetti coinvolti.

Il decreto introduce inoltre un registro separato per i reati commessi con “causa di giustificazione”, come spiegato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’obiettivo è evitare condanne anticipate e salvaguardare le garanzie difensive dei cittadini, correggendo interpretazioni errate di istituti giuridici in vigore da oltre cinquant’anni. La norma non tutela esclusivamente gli agenti, ma riguarda tutti i cittadini coinvolti in atti giustificabili secondo legge, come legittima difesa o stato di necessità.

Per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche, il decreto prevede sanzioni più severe per cortei non autorizzati o che deviano dal percorso concordato, estendendo il divieto di partecipazione a chi è stato denunciato o condannato per reati gravi durante le proteste. Sono previste pene da 4 mesi a un anno per chi viola tali divieti. Le fattispecie includono terrorismo, devastazione, saccheggio, violenza contro agenti, sanitari o arbitri e altri reati gravi contro persone o beni pubblici e privati.

Un capitolo specifico riguarda le “zone rosse” e il potenziamento del daspo urbano, estendendo la possibilità di interdire l’accesso a aree urbane a soggetti segnalati per reati violenti, stupefacenti o porto d’armi. Inoltre, vengono rafforzate le misure per la sicurezza nelle stazioni ferroviarie, con un fondo di 50 milioni destinato a sistemi di controllo e videosorveglianza.

Il pacchetto affronta anche la gestione dell’immigrazione, prevedendo il divieto d’ingresso per persone condannate per fabbricazione di esplosivi o reati gravi connessi alle armi, e nuove procedure per l’identificazione e la gestione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Le autorità potranno operare in deroga alla normativa vigente fino al 31 dicembre 2028 per potenziare centri di accoglienza e trattenimento.

In materia di prevenzione del disagio giovanile, il disegno di legge istituisce una “rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie”, coordinata da centri per la famiglia, scuole e realtà sportive, con finanziamenti dedicati per attività di supporto ai genitori e iniziative educative.

Fermo preventivo e daspo per i manifestanti: l’annuncio di Giorgia Meloni e Matteo Salvini dopo il via libera del CdM

La premier Giorgia Meloni ha definito il pacchetto come un passo coerente nella strategia di sicurezza del governo, mirato a uno Stato che “difende chi ci difende” e restituisce libertà e protezione ai cittadini. Tra le misure più discusse figura il fermo preventivo: gli agenti di polizia possono trattenere fino a 12 ore persone individuate durante cortei pubblici qualora siano ritenute pericolose.

A differenza della prima bozza, il provvedimento non si basa su semplici sospetti, ma richiede elementi concreti, come il possesso di armi o altri strumenti atti ad offendere, indumenti che ostacolano il riconoscimento, o precedenti penali per reati commessi in contesti analoghi negli ultimi cinque anni. Ogni fermo deve essere immediatamente comunicato al pubblico ministero, che può ordinare il rilascio se non sussistono le condizioni per la misura.

Il decreto prevede inoltre un divieto di partecipazione a manifestazioni e cortei per chi ha condanne pregresse in materia di terrorismo, danneggiamento, devastazione, saccheggio, lesioni, attentati alla sicurezza dei trasporti, violenza o minaccia a pubblici ufficiali, strage, incendio doloso o omicidio. Questa forma di “daspo urbano” può essere applicata dall’autorità giudiziaria per periodi da uno a tre anni o, nei casi di pene superiori a tre anni, fino alla durata della pena stessa, con un massimo di dieci anni. Il questore può inoltre richiedere al destinatario di presentarsi presso gli uffici di polizia in determinati orari nei giorni di manifestazione, compatibilmente con esigenze personali come lavoro, salute e mobilità.

 

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