Negli ultimi giorni il comportamento televisivo degli italiani è cambiato nelle ore notturne: la tensione legata allo scoppio del conflitto in Iran il 28 febbraio ha spinto molti a restare svegli per aggiornarsi. Secondo uno studio di OmnicomMediaGroup pubblicato su Libero, il consumo televisivo nelle ore piccole è aumentato in modo significativo, portando a risultati inusuali per canali e programmi tradizionalmente meno seguiti di notte.
Questo fenomeno non si limita ai telegiornali: repliche, film e documentari hanno anch’essi beneficiato dell’incremento di pubblico. I dati mostrano come l’interesse per le informazioni in tempo reale e per contenuti di intrattenimento notturno si sia sovrapposto, creando nuove dinamiche di fruizione dopo il 28 febbraio.
L’impennata degli ascolti e i numeri chiave
Lo studio evidenzia un aumento del 100% del consumo televisivo nelle ore notturne nei giorni immediatamente successivi al fatto di cronaca. Le testate all news come Rainews24, TgCom24 e Sky Tg24 hanno offerto una copertura continua, quadruplicando gli ascolti rispetto alla media e registrando picchi fino a 100mila spettatori e share del 5% già all’alba in quei giorni. Questi numeri sottolineano come, in situazioni di crisi, la domanda di informazione in diretta diventi predominante.
Simulcast e riproposizioni sui generalisti
Oltre ai canali all news, sono stati determinanti i simulcast sui canali generalisti: ad esempio le trasmissioni di Rainews24 trasmesse su Rai 1 tra le 4 e le 7 hanno toccato picchi di 25% di share e circa 350mila spettatori. Anche le messe in onda di Sky Tg24 in simulcast su Tv8 hanno mantenuto medie oltre le 50mila persone, mentre le pillole di TgCom24 trasmesse nel late night di Canale 5 e Italia 1 hanno superato le 150mila unità.
Repliche e programmi di approfondimento: chi ha beneficiato
Non solo news: le repliche dei programmi del daytime hanno attirato un pubblico consistente. Su La7, la replica notturna di Otto e mezzo (Lilli Gruber) tra l’una e le due ha raggiunto punte di circa 200mila spettatori, mentre su Rete 4 le repliche di 4 di sera e 4 di sera Weekend hanno registrato fino a 150mila utenti con picchi di share intorno al 6%. Anche format come L’aria che tira e In mezz’ora hanno mostrato robusti ritorni in fascia notturna grazie alla propensione degli spettatori a rivedere approfondimenti.
Tempi e abitudini di consumo
Le repliche in fasce tra l’una e le tre o tra le quattro e le cinque del mattino hanno dimostrato che la platea notturna non è omogenea: ci sono utenti che cercano aggiornamenti immediati e altri che preferiscono rivedere dibattiti e inchieste in orari più defilati. Il fenomeno ha messo in evidenza il valore delle replay e della programmazione 24 ore per mantenere alta l’attenzione del pubblico.
I contenuti di intrattenimento che hanno tenuto svegli gli italiani
Accanto alle notizie, particolari generi cinematografici e documentaristici hanno registrato ascolti rilevanti: su Italia 1 il film Final Destination ha raccolto fino a 300mila spettatori tra l’una e le tre di notte, mentre su Rete 4 l’adattamento da Stephen King L’ultima eclissi ha sfiorato i 200mila spettatori attorno alle due. Su Rai 2 il titolo Alex Cross – La memoria del killer ha totalizzato quasi 40mila presenze nella fascia 2-4, segnalando come l’horror e il thriller continuino ad essere trainanti nelle ore notturne.
Documentari e nostalgia
I format documentaristici, come quello sulle Guerre Puniche trasmesso su Italia 1, hanno raggiunto tra le quattro e le cinque del mattino platee di circa 50/60mila spettatori, così come film storici come Il conquistatore di Corinto su Rete 4. In chiave consolatoria, le commedie sexy all’italiana degli anni ’70/’80 hanno raccolto tra le 4 e le 5:30 punte di 40/50mila spettatori, con titoli storici che hanno offerto una sorta di pausa dal clima di allerta.
Nel complesso, i dati evidenziano due tendenze principali: l’urgenza di informazione in tempo reale che premia le all news e la riscoperta di contenuti di intrattenimento notturno come strumenti di compagnia e distrazione. Per i broadcaster la sfida sarà modulare l’offerta per rispondere a entrambi i bisogni, mantenendo alta qualità informativa e varietà di programmazione anche nelle ore meno convenzionali.