Gli attacchi di panico rappresentano uno dei disturbi d’ansia più invalidanti, caratterizzati da episodi improvvisi di paura intensa e sintomi fisici debilitanti come tachicardia, tremori e difficoltà respiratorie. Recenti studi mostrano che l’esercizio fisico può offrire un metodo efficace per combattere gli attacchi di panico senza farmaci, proponendo un’alternativa naturale alle terapie tradizionali.
Ecco tutti i dettagli del progetto European Study on the Epidemiology of Mental Disorders (ESEMeD).
Attacchi di panico e attività fisica: un’alternativa più efficace
Diversi studi recenti indicano che l’esercizio fisico intenso, svolto in modo breve e a intervalli, può rappresentare una strategia più incisiva rispetto alle tradizionali tecniche di rilassamento nel contrastare gli attacchi di panico, una delle espressioni più invalidanti dell’ansia. Secondo il progetto europeo European Study on the Epidemiology of Mental Disorders (ESEMeD), circa il 2% della popolazione convive con il disturbo di panico, caratterizzato da episodi improvvisi e ricorrenti e dalla costante paura che se ne presenti uno nuovo.
Questi attacchi si manifestano con un’intensa sensazione di terrore, spesso associata alla convinzione di essere in pericolo di vita. I sintomi fisici contribuiscono ad alimentare questa percezione e comprendono, come riportato dall’Istituto Superiore di Sanità, tremori, battito cardiaco accelerato, palpitazioni, difficoltà respiratorie, nausea, sudorazione e senso di soffocamento.
Esposizione interocettiva e attività fisica: un metodo naturale per combattere gli attacchi di panico
Tra gli approcci più consolidati per il trattamento del disturbo di panico rientra la terapia cognitivo-comportamentale, in particolare la tecnica dell’“esposizione interocettiva”, che mira ad abituare gradualmente il paziente alle sensazioni corporee temute. In questo metodo, i sintomi dell’attacco vengono riprodotti volontariamente e in un contesto controllato, con l’obiettivo di ridurre la risposta di allarme del cervello e fargli comprendere che tali segnali non sono pericolosi.
La validità di questo approccio è ampiamente riconosciuta, tanto che la terapia espositiva è considerata “un grande successo nella storia del trattamento delle malattie mentali”. Un team di ricercatori brasiliani dell’Università di San Paolo ha però dimostrato che una forma di esposizione più naturale, basata sull’attività fisica intensa e intermittente, può risultare ancora più efficace. Lo studio, condotto su circa 70 pazienti e pubblicato su Frontiers in Psychiatry, ha evidenziato una riduzione più marcata dei sintomi, della frequenza e della gravità degli attacchi nel gruppo che svolgeva esercizio fisico rispetto a quello sottoposto a tecniche di rilassamento.
Come ha spiegato il dottor Muotri, “gli operatori sanitari possono adottare l’esercizio fisico intenso, breve e intermittente come strategia di esposizione interocettiva naturale ed economica”, sottolineando che questo approccio può essere facilmente integrato nella vita quotidiana e nei percorsi di cura per ansia e depressione.