Borse, torna l’ottimismo ma i tassi continuano a condizionare i mercati
I mercati finanziari ritrovano fiducia dopo settimane caratterizzate da forti oscillazioni.
Per vent'anni Responsabile di Filiale, Settori Retail e Corporate, presso Istituti di Credito di medio-grandi dimensioni ubicati in Lombardia, occupandosi della gestione e dell'organizzazione del team di Filiale, coinvolgendolo per raggiungere gli sfidanti obiettivi di budget assegnati. Attualmente svolge la mansione di Referente Commerciale in Banca, coordinando l'attività commerciale dei Gestori.
I mercati finanziari ritrovano fiducia dopo settimane caratterizzate da forti oscillazioni.
La Federal Reserve cambia passo e riporta i tassi verso l’alto.
I mercati finanziari attraversano una fase particolarmente complessa, nella quale l’ottimismo legato alla tenuta dell’economia globale continua ad alternarsi rapidamente ai timori geopolitici e alle preoccupazioni per l’inflazione.
Le Borse internazionali si preparano a vivere una delle settimane più delicate dell'estate.
I mercati finanziari proseguono in una fase di profonda incertezza, sospesi tra il timore che il conflitto tra Stati Uniti e Iran possa intensificarsi e la speranza che la diplomazia riesca a evitare un'escalation regionale.
Nella vita e nella gestione del patrimonio esistono due tipi di errori: quelli che si vedono e quelli invisibili. I primi derivano da una decisione sbagliata, i secondi dal rinviare continuamente una scelta. Paradossalmente sono proprio questi ultimi a produrre, nel lungo periodo, i danni maggiori.
Il primo semestre del 2026 si chiude con un bilancio decisamente positivo per i mercati finanziari internazionali, nonostante un contesto che, almeno sulla carta, avrebbe potuto generare una fase di forte instabilità.
La Federal Reserve ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, confermando le attese dei mercati ma senza offrire particolari aperture verso un imminente allentamento della politica monetaria.
L'annuncio dell'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha acceso l'entusiasmo dei mercati finanziari internazionali.
Wall Street continua a correre più dell’Europa e la forbice tra i due mercati appare sempre più evidente.
L’arte sta conquistando uno spazio sempre più rilevante nelle strategie patrimoniali dei grandi investitori internazionali.
Le Borse sono tornate vicino ai massimi storici, ma gli investitori italiani ne hanno approfittato solo in parte.
I mercati finanziari internazionali continuano a muoversi in prossimità dei massimi storici, lasciandosi alle spalle le forti turbolenze che avevano caratterizzato il mese di marzo.
Le aziende, anche in uno scenario complesso come quello segnato dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, stanno dimostrando una resilienza superiore alle attese.
Il mercato dell’arte sta vivendo una fase di rinnovata espansione, con una crescita stimata intorno al 15% su base annua, sostenuta da dinamiche che vanno ben oltre il tradizionale collezionismo elitario.
Nel 2026 parlare di risparmio al femminile significa raccontare una trasformazione silenziosa ma profonda.
Il private equity e il venture capital in Italia hanno attraversato negli ultimi anni una fase di trasformazione profonda, passando da mercato di nicchia a componente sempre più rilevante del sistema finanziario e industriale.
L’intensificarsi delle tensioni geopolitiche riporta in primo piano uno dei grandi timori dei mercati finanziari: la volatilità improvvisa.
Il passaggio generazionale rappresenta uno dei nodi più delicati e strategici per il sistema produttivo italiano.
Nel 2026 la scelta tra mutuo e affitto è tornata al centro delle decisioni economiche delle famiglie italiane.
I mercati azionari continuano a dimostrare come il vero fattore di orientamento delle valutazioni non siano tanto gli utili nel breve periodo, quanto l’andamento dei tassi di interesse e dei rendimenti obbligazionari.
L’ipotesi di nuovi dazi annunciati da Donald Trump, anche se riferiti a un’area economicamente marginale come la Groenlandia, viene letta dai mercati come un segnale politico più ampio. Non conta tanto il peso diretto dell’economia coinvolta, quanto il messaggio di fondo: un possibile ritorno a politiche commerciali aggressive e imprevedibili.
Quali sono i principali cambiamenti nella domanda di strumenti finanziari da parte della clientela retail e affluent in Italia negli ultimi 12–18 mesi?
Il settore bancario italiano arriva alla fine del 2025 in una fase di transizione complessa, caratterizzata da un rallentamento dei margini dopo due anni eccezionali e da un’accelerazione irreversibile dei processi di digitalizzazione.
Il mercato dell’intelligenza artificiale rappresenta uno dei settori più dinamici e strategici dell’economia globale.
I mercati finanziari globali si muovono in una fase di apparente stabilità, ma sotto la superficie prevale la cautela.
Cresce di oltre il 70% l'utilizzo dei pagamenti tra gli utenti sino ai 45 anni di età e del 25% anche tra i Millennials.
Aumenta la percentuale degli italiani con un credito attivo.
Si sta chiudendo un anno contraddistinto da una crescita significativa, ma solo nei primi mesi del nuovo anno il nostro Paese recupererà il lieve calo degli ultimi venti mesi.
Il sogno della prima casa e la dura realtà del lavoro che, quando c’è, è spesso di tipo precario.
Negli ultimi dodici mesi le attività economiche del nostro Paese sono riuscite a recuperare parzialmente perso negli anni precedenti.
ll 2025 si sta rivelando come un anno decisamente complicato per la nostra economia.
Il mutuatario tipo ha 38 anni e un contratto a tempo indeterminato (87%).
Nelle ultime sedute i mercati finanziari hanno impartito diverse lezioni agli investitori e operatori di borsa.
Le nuove regole UE sulla sostenibilità stanno riconsiderando il ruolo degli Istituti di Credito.
Nel complicato quadro economico generale, con l'arrivo della stagione estiva e le vacanze alle porte, i consumatori italiani si trovano ad affrontare tagli alle spese ed acquisti sempre più indirizzati verso una strategia omnicanale.
Crescono del 7% circa i premi assicurativi totali destinati al settore danni .
I repentini rialzi dei tassi di interesse di un paio di anni fa hanno complicato la capacità di rimborso di molte famiglie.
Un cliente più 'maturo' rispetto a qualche anno fa, più competente sui requisiti del prodotto più avveduto alla sua esperienza di acquisto e conscio dell'importanza della competenza di un consulente e più esigente nella scelta dell'Istituto erogante.
Dai conflitti globali alle crisi economiche: perché restare investiti nel lungo periodo è la scelta più redditizia, secondo dati e storia
Dopo la flessione del 2024, il leasing torna a trainare investimenti e transizione sostenibile
Il mutuatario tipo ha 38 anni e un contratto a tempo indeterminato (88 %) , a fronte del 9% chi ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d'azienda) e del 3% di lavoro a tempo determinato
La ricchezza gestita cresce del 4% e cambia volto: consulenza evoluta, innovazione digitale e nuove esigenze femminili ridisegnano il private banking.
Vediamo come le imprese italiane si stanno tenendo al passo coi tempi, digitalizzandosi e puntando ad una sempre maggiore sostenibilità.
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