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Autotrasporto, Uggè a Confindustria: «Basta scaricare i costi sulle imprese di trasporto»

Autotrasporto, Uggè a Confindustria: «Basta scaricare i costi sulle imprese di trasporto»

Credito d’imposta alla committenza, per il presidente FAI: «La competitività dell’industria non può pesare sempre sull’autotrasporto»

«La competitività dell’industria non può essere scaricata sulle spalle dell’autotrasporto. La sicurezza e il rispetto delle regole non sono negoziabili. Le imprese di trasporto hanno già pagato il conto dei rincari del gasolio. E non è accettabile che alcuni committenti riconoscano gli aumenti per poi chiederne la restituzione».

Paolo Uggè, presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani (FAI), interviene nel dibattito aperto dalle dichiarazioni di Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del turismo, pubblicate sul Sole 24 Ore.

Al centro del confronto la proposta di introdurre un credito d’imposta a favore della committenza e il tema della ripartizione dei costi lungo la filiera del trasporto merci.

«La filiera è una sola: non si possono invocare responsabilità condivise e scaricare i costi sempre sullo stesso anello», sottolinea Uggè.

Credito d’imposta e aiuti di Stato: i dubbi della FAI

Il presidente della FAI non chiude alla possibilità di un credito d’imposta, ma contesta l’ipotesi che la misura si traduca in un nuovo intervento a carico della finanza pubblica.

«Credito d’imposta alla committenza? Perché no! Ma è evidente che la richiesta avanzata da Destro non possa tradursi in un ulteriore intervento a carico dei conti pubblici, mentre alcuni committenti già chiedono ai propri vettori riduzioni dei prezzi di trasporto, peraltro sulla base di sgravi già in essere», afferma.

Uggè richiama inoltre i limiti degli aiuti di Stato europei, sostenendo che le misure riguardano il trasporto professionale delle merci su strada e non il trasporto in conto proprio.

«Perché, allora, rischiare una procedura di infrazione, estendendoli alla committenza?», domanda il presidente della FAI.

Sicurezza e costi del trasporto: «Le regole non sono negoziabili»

L’altro punto della replica riguarda la sicurezza. Per Uggè, il confronto sui costi non può mettere in discussione le disposizioni che regolano il settore e tutelano la circolazione.

«I costi minimi per la sicurezza sociale e della circolazione sono previsti dalla legge delega n. 32/2005 e dai successivi decreti attuativi», ricorda il presidente della FAI.

Uggè ricostruisce il percorso che ha portato alla definizione di queste disposizioni: furono elaborate nell’ambito della Consulta del trasporto e della logistica, tra il 2006 e il 2008, con la partecipazione anche delle rappresentanze della committenza. L’Unione europea ne consentì l’introduzione, affidandone l’emanazione al Ministero.

«Chi non rispetta queste disposizioni viola il principio della responsabilità condivisa e mette a rischio la sicurezza di tutti. Le regole sulla sicurezza non si discutono: vanno rispettate e, semmai, rafforzate».

Il trasporto su gomma, aggiunge Uggè, resta essenziale per portare le merci sui mercati. Garantire sicurezza e competitività significa quindi tutelare l’intera filiera produttiva.

Caro gasolio, le imprese di autotrasporto chiedono il rispetto degli accordi

La replica si concentra infine sugli effetti delle misure adottate per fronteggiare il caro carburanti. Secondo il presidente della FAI, gli interventi non hanno garantito alle imprese di autotrasporto risorse aggiuntive sufficienti a compensare i rincari del gasolio.

«Per le imprese di autotrasporto non ci sono stati interventi realmente capaci di compensare gli aumenti del gasolio, ma soltanto misure che hanno riportato le condizioni a quelle precedenti agli interventi erga omnes sul prezzo alla pompa. In sostanza, le imprese non hanno beneficiato di risorse pubbliche aggiuntive, se non in misura minima».

C’è poi il nodo dei rapporti economici con i committenti. Alcuni hanno riconosciuto gli aumenti delle tariffe di trasporto, ma in diversi casi, denuncia Uggè, è stato successivamente chiesto ai vettori di restituire quanto riconosciuto.

«È vero che alcuni committenti hanno riconosciuto degli incrementi, ma in diversi casi è stato successivamente chiesto di recuperare gli aumenti concessi».

Uggè a Confindustria: «La filiera deve rispettare le regole»

La conclusione del presidente della FAI è un richiamo diretto a Confindustria e alla responsabilità condivisa tra industria e autotrasporto.

«Se il sistema produttivo e l’autotrasporto sono parte della stessa filiera, anche Confindustria deve sostenere ciò che le federazioni dell’autotrasporto chiedono da tempo: il rispetto delle regole. È da qui che bisogna partire. Le regole non sono negoziabili: una volta stabilite, devono essere rispettate».

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