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Cgil critica la manovra 2027: tagli a pensioni, scuola e sanità

Cgil critica la manovra 2027: tagli a pensioni, scuola e sanità

Cgil accusa la manovra 2027 di penalizzare pensionati e scuola, mentre aumenta la spesa militare.

Il governo ha appena presentato il testo definitivo della manovra 2027. Già dalle prime righe emergono scelte che, secondo i principali sindacati, penalizzano la gran parte della popolazione: i salariati e i pensionati, che rappresentano il 92% dei nuclei familiari, non ricevono alcun sostegno concreto.

Reazioni della Cgil alla manovra 2027

La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) ha definito la proposta di bilancio “scritta da un governo di un altro pianeta”.

Il sindacato sottolinea che le riduzioni dell’Irpef sono limitate a una fascia di reddito compresa tra 50.000 e 55.000 euro, con una decurtazione annua di 100-500 euro, mentre la flat tax viene estesa fino a 100.000 euro di reddito per i professionisti più abbienti. Parallelamente, la Cgil avverte di un rialzo dell’età pensionabile, che avverrà a partire da gennaio 2027 per raggiungere, nel 2029, i 67 anni e 6 mesi o 43 anni e 4 mesi di contributi.

Ventura dei tagli al reddito e alla pensione

Nel documento di bilancio si registra inoltre una riduzione della rivalutazione degli assegni previdenziali compresa tra il 15% e il 68%. La Cgil ammonisce che, con questi tagli, chi dipende esclusivamente dal salario o dalla pensione vedrà ulteriormente eroso il proprio potere d’acquisto, aggravando il già alto livello di povertà economica.

L’organizzazione ricorda che la spesa sanitaria pubblica è destinata a scendere dal 6,14% del Pil attuale al 5,83% entro il 2029, un calo che rende ancor più difficile garantire servizi essenziali.

Sanità: investimenti insufficienti e privatizzazione

Il capitale previsto per la sanità nella manovra ammonta a 2,4 miliardi di euro. La Cgil avverte che la maggior parte di questi fondi verrà indirizzata verso il settore privato accreditato e le case farmaceutiche, con un ulteriore sbocco di 1,6 miliardi destinati ai bonus per gli over-75. Secondo la stampa sindacale, tali risorse non coprono né l’inflazione né le assunzioni necessarie a sostenere l’assistenza territoriale, né neppure gli investimenti previsti dal Pnrr. Il risultato è un definanziamento della sanità pubblica che rischia di compromettere il diritto alla salute di tutti i cittadini.

I tagli al personale scolastico e i sostegni alle paritarie

Nel settore dell’istruzione, il disegno di legge prevede la soppressione di 4.925 cattedre di potenziamento per i docenti e di 2.049 posti di personale ATA a partire dal prossimo anno scolastico. Contestualmente, la Cgil constata la conferma dei finanziamenti alle scuole paritarie, con oltre 200 milioni di euro stanziati per il “buono scuola” da 1.500 euro per l’iscrizione agli istituti privati. La Cisl, rappresentata da Daniela Fumarola, definisce questi provvedimenti “inaccettabili” e chiede l’annullamento dei tagli, sostenendo che l’istruzione è una priorità strategica per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese.

Confsal e la difesa dei diritti del personale scolastico

La Confederazione Nazionale dei Funzionari delle Scuole (Confsal) ha replicato che la riduzione dell’organico è contraria alle esigenze reali delle istituzioni scolastiche. Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale, afferma che chiedere alle scuole di garantirne qualità e inclusione, riducendo al contempo il personale, è una contraddizione logica. La Confsal invita il governo a ritirare la proposta, sottolineando che la stabilità e gli investimenti sono fondamentali per una scuola capace di affrontare le sfide demografiche.

Il problema demografico e le proposte degli insegnanti

Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma, evidenzia il calo demografico come fattore chiave: ogni anno si perdono circa 100 mila studentesse e studenti, con la previsione di un deficit di oltre un milione di alunni entro dieci anni. Propone di utilizzare questo decremento per ridurre le classi e destinare più docenti a attività di recupero e sostegno, sia in presenza che online, al fine di contrastare la scarsa preparazione e aumentare le competenze degli studenti prima dell’accesso all’università.

Le proteste studentesche e la mobilitazione sindacale

La Rete degli Studenti Medi del Lazio denuncia nella sua nota che la bozza della Legge di Bilancio 2027 conferma la linea del governo: definanziamento della scuola pubblica, tagli continui al personale e bonus per gli istituti paritari. La rete evidenzia che, in più di 15.000 posti cancellati in appena due anni, la spesa pubblica per la scuola è stata sostituita da 200 milioni di euro a favore del privato. La Cgil ha annunciato lo sciopero generale previsto per il 20 novembre, invitando lavoratori, pensionati e giovani a partecipare per opporsi a queste misure.

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