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I fatti
FLASH – La vicenda della piccola Beatrice, morta a due anni, è oggetto di un’indagine in corso.
Gli inquirenti cercano di ricostruire le ultime ore di vita della bambina. Le indagini si concentrano su due luoghi: l’abitazione di Perinaldo, indicata dalla Procura come il luogo del decesso, e la casa di Bordighera, dove la madre ha richiesto i soccorsi.
Sul posto operano rilievi tecnici del Reparto investigazioni scientifiche (RIS). Sono emerse testimonianze discordanti e sono state svolte audizioni protette delle altre due bambine presenti.
Le autorità mantengono riserbo sulle eventuali ipotesi investigative. La situazione resta sotto verifica in attesa dei risultati degli accertamenti tecnici.
I rilievi tecnici e gli elementi sequestrati
La situazione resta sotto verifica in attesa dei risultati degli accertamenti tecnici. I carabinieri del Ris hanno eseguito un sopralluogo approfondito nell’abitazione di Perinaldo. Ogni stanza è stata ispezionata alla ricerca di elementi utili all’indagine.
Tra gli oggetti sequestrati figurano capi di abbigliamento attribuiti a Emanuele Iannuzzi e alcune lenzuola. Su questi reperti sono state riscontrate tracce che potrebbero essere di natura ematica. I materiali saranno inviati ai laboratori per analisi biometriche e chimiche.
Le analisi dovranno stabilire l’origine delle tracce e la loro compatibilità con gli eventi oggetto dell’inchiesta. L’esito dei test rappresenta un passaggio fondamentale per la definizione del quadro probatorio e per le successive determinazioni investigative.
Analisi di laboratorio e possibile impatto sulle indagini
Le tracce raccolte sui tessuti saranno sottoposte a esami biologici e genetici per verificare la natura del materiale e l’eventuale appartenenza. Queste analisi consentiranno di collocare temporalmente e soggettivamente i reperti rispetto ai fatti.
L’avvocato difensore dell’indagato ha assistito alle operazioni e ha confermato i sequestri. Le attività sono state descritte come accertamenti tecnici finalizzati a chiarire ogni aspetto rilevante ai fini investigativi.
I risultati delle analisi costituiranno un elemento chiave per la definizione del quadro probatorio. In assenza di esiti definitivi, le indagini proseguono con accertamenti complementari disposti dagli inquirenti.
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Tempistica e incongruenze nelle dichiarazioni
Il medico legale ha stabilito una finestra temporale della morte compresa tra mezzanotte e le due. La chiamata ai soccorsi alle 8.21 risulta quindi distante dall’orario del decesso.
Per il gip, il comportamento della madre e le discrepanze nelle versioni rese agli inquirenti costituiscono elementi favorevoli all’esistenza di gravi indizi di colpevolezza. I filmati di videosorveglianza citati dagli investigatori sono stati impiegati per ricostruire gli spostamenti della donna la mattina del ritrovamento.
Le autorità procedono con gli accertamenti tecnici e con l’esame delle testimonianze. Restano in corso gli approfondimenti volti a chiarire le circostanze e la successione temporale dei fatti.
Le audiizioni protette delle sorelline e le testimonianze raccolte
FLASH – Nelle ultime ore le due bambine di 9 e 10 anni sono state ascoltate dai carabinieri alla presenza di uno psicologo. Le audizioni si sono svolte il giorno della scoperta del corpo, nel rispetto delle norme che tutelano i minori.
Le dichiarazioni sono state acquisite in ambienti protetti e con modalità compatibili con la loro età. Audiizione protetta indica l’intervista giudiziaria condotta con misure di tutela volte a ridurre il rischio di traumi e a preservare la veridicità delle informazioni.
Le testimonianze potrebbero risultare determinanti per ricostruire la dinamica temporale e fattuale degli eventi. Gli investigatori coordinati dalla Procura procederanno ora con verifiche incrociate e riscontri tecnici.
Sul piano pratico le bambine sono state collocate in una struttura protetta per garantirne il benessere psicofisico. Rimangono in corso gli approfondimenti volti a chiarire le circostanze e la successione temporale dei fatti.
Contrasti e altri elementi testimoniali
Diversi testimoni hanno riferito la presenza di lividi sulla bambina nei giorni precedenti. Le versioni sulla causa sono discordanti: la madre avrebbe evocato una caduta dalla culla o da una scala in conversazioni con familiari. Un’assistente sanitaria ha definito la madre «violenta», riferendo presunti episodi di percosse quotidiane alla minore. È stato reso noto inoltre che il padre di Manuela avrebbe pronunciato frasi drammatiche rivolte alle nipotine, circostanza poi smentita dall’uomo.
Le autorità mantengono riservatezza mentre proseguono gli accertamenti tecnici e le audizioni. Saranno gli esiti dell’autopsia e delle analisi di laboratorio, insieme alla valutazione delle testimonianze, a determinare i passaggi successivi del procedimento. Rimangono in corso approfondimenti volti a chiarire responsabilità e dinamica della morte di Beatrice; i risultati degli esami definiranno gli sviluppi investigativi.