L’Ue non perdona la Biennale di Venezia per il caso del padiglione russo. Ecco cosa avrebbe deciso.
Biennale di Venezia: la riapertura del padiglione russo
Lo scorso mese di marzo era scoppiata la polemica dopo la decisione presa dal presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, di riaprire il padiglione russo, chiuso nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.
La scelta aveva suscitato polemiche e trovato l’opposizione del governo e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. La stessa Commissione Europea ha chiesto chiarimenti all’Italia e minacciato la revoca dei fondi accusando la Biennale di aver violato il regolamento che ha imposto le sanzioni europee a Mosca.
Biennale e ritorno della Russia: l’Ue non perdona, la decisione
La Commissione Europea ha raccomandato all’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (Eacea), di stoppare ufficialmente i finanziamenti da 2 milioni destinati alla Biennale di Venezia. A dichiararlo su X la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen. La decisione “fa seguito a un’attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del padiglione russo”, sottolinea la Virkkunen, evidenziando che “la cultura in Europa – finanziata con i soldi dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici.
Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna.”
