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Biennale Arte Venezia: Ue suggerisce stop ai fondi dopo la riapertura del padiglione russo

Biennale Arte Venezia: Ue suggerisce stop ai fondi dopo la riapertura del padiglione russo

La Commissione europea ha raccomandato la revoca del finanziamento alla Biennale di Venezia dopo la riapertura del padiglione russo. La Fondazione attende una nota formale per valutare i prossimi passi.

La Biennale di Venezia si trova al centro di una controversia dopo la decisione della Commissione europea di raccomandare la revoca del finanziamento di 2 milioni di euro per il periodo 2026-. La decisione segue la riapertura del padiglione russo un gesto che ha sollevato questioni sui valori democratici promossi dalla cultura europea.

La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha annunciato la raccomandazione tramite i social media, sottolineando che l’esecutivo Ue ha fornito queste indicazioni all’European Education and Culture Executive Agency (EACEA) l’organismo tecnico responsabile della gestione dei finanziamenti europei in ambito culturale. La decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale riguardo alla riapertura del padiglione russo.

La decisione della Commissione europea

La Commissione europea ha evidenziato che la cultura finanziata con i soldi dei contribuenti europei dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici, che non sono rispettati nella Russia di oggi. L’EACEA ha inviato una lettera formale alla Fondazione La Biennale di Venezia a fine aprile, comunicando l’intenzione di sospendere o revocare la sovvenzione.

Il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier ha precisato che non un singolo euro del finanziamento era stato ancora erogato.

La Biennale ha avuto 30 giorni per rispondere e fornire spiegazioni, che l’esecutivo europeo ha considerato insufficienti. Ora, l’EACEA procederà con la revoca definitiva del contratto di finanziamento.

La risposta della Biennale di Venezia

La Fondazione La Biennale di Venezia ha appreso della decisione attraverso i social media, non dalle autorità tecniche preposte. In una nota ufficiale, la Biennale ha dichiarato di aver risposto a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall’EACEA e di attendere una nota tecnica formale per valutare i prossimi passi e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti.

Nonostante la controversia, la Biennale ha assicurato che i programmi interessati continueranno, specificando che questi sono solo marginalmente co-finanziati dal contributo in questione. La situazione rimane in evoluzione, con la Fondazione pronta a difendere la propria posizione.

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