> > Israele partecipa per la prima volta al Marrakech Air Show

Israele partecipa per la prima volta al Marrakech Air Show

Israele partecipa per la prima volta al Marrakech Air Show

Il primo padiglione israeliano illumina il Marrakech Air Show: otto imprese e le grandi tre mostrano le loro armi più avanzate

Dal 7 al 10 ottobre il Marrakech Air Show si è trasformato nel palcoscenico di un evento storico per le relazioni militari del Nord-Africa. Organizzato alla base dell’Aeronautica Reale marocchina, lo spettacolo biennale è stato tradizionalmente dominato da espositori europei e americani, ma quest’anno ha accolto per la prima volta un padiglione nazionale israeliano segnando una svolta riconducibile agli Accordi di Abramo del 2020.

Il debutto di Israele: otto aziende, tre giganti

Il Ministero della Difesa di Israele ha annunciato la presenza di otto imprese del settore, tra cui i tre colossi che già forniscono la Forza Armata marocchina: Elbit SystemsIsrael Aerospace Industries (IAI) e Rafael. Al loro stand sono stati esposti sistemi combat-proven per tutti i domini: aereo, terrestre, marittimo, spaziale, nonché soluzioni di intelligence, cyber e digitale.

Tra le novità spiccano il drone a lungo raggio Hermes 900 il proiettile letale aerei-terra SkyStriker e l’artiglieria a razzi guidati Puls capace di colpire obiettivi a oltre 300 km.

Le altre sette imprese israeliane

Accanto ai tre gruppi principali, altre cinque società hanno portato sul podio le loro tecnologie: produttori di sensori ottici, sistemi di comunicazione tattica, piattaforme di guerra elettronica e fornitori di componenti per droni.

Tutti hanno sottolineato che le loro offerte sono già in uso operativo in diversi teatri di conflitto, offrendo a Rabat la possibilità di accedere a soluzioni già testate sul campo.

L’impatto geopolitico: da accordi a operazioni concrete

La partecipazione israeliana non è solo una questione commerciale; è la manifestazione di un legame diplomatico consolidato nello scorso 2020, quando i due paesi hanno firmato gli Accordi di Abramo in cambio del riconoscimento da parte degli USA della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. A breve, le ambasciate saranno ufficialmente operative, i voli diretti tra Tel Aviv e Marrakech saranno riattivati e sono in programma visite di alto livello nei prossimi mesi.

Parallelamente, il Marocco ha confermato la sua adesione al International Stabilization Force (ISF), tra i pochi paesi disposti a inviare truppe in Gaza, segnalando una strategia di difesa bilanciata che combina partnership occidentali ed orientali.

Reazioni interne e prospettive future

Nonostante l’entusiasmo governativo, la presenza israeliana ha suscitato proteste da parte di gruppi pro-Palestina a Rabat, con manifestazioni davanti al Parlamento che chiedono la fine della normalizzazione. Tuttavia, il Ministero della Difesa marocchino, guidato da Abdellatif Loudiyi ha ribadito che l’obiettivo è “passare da un modello di importazione a una capacità nazionale di difesa e sovranità”.

Guardando al futuro, la strategia di Israele è chiara: consolidare la propria posizione come fornitore chiave per il bacino africano, sfruttando la visibilità del Marrakech Air Show per aprire nuovi contratti in Algeria, Tunisia e Libia. Per il Marocco, l’evento rappresenta un passo decisivo verso l’autonomia industriale, con progetti di joint venture per la produzione locale di droni e componenti elettronici avanzati.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app