Il 7 ottobre 2026 l’Aula Magna del campus di Fisciano, sede dell’Università degli Studi di Salerno, è stata invasa da un’energia rara per un contesto accademico: il frastuono di applausi, cori e occhi lucidi di migliaia di studenti. Il rocker veneziano Vasco Rossi, in visita dall’aeroporto Costa d’Amalfi, si è presentato con il suo cappellino nero rubato al rettore, pronto a ricevere il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione.
Una cerimonia che ha superato il protocollo
La tradizionale austerità dei discorsi accademici è stata rapidamente sostituita da un clima quasi da arena sportiva. Dopo la consegna del titolo, il musicista ha scherzato: “Ora ho i voti…”, suscitando risate e un’ovazione che ha riempito l’intera aula. Il pubblico, composto da studenti, docenti e curiosi, ha seguito la cerimonia su un maxi-schermo allestito nella piazza del rettorato, dove più di 1.500 persone hanno celebrato l’evento in tempo reale.
Il discorso di Vasco: politica, comunicazione e potere delle canzoni
Nel suo intervento, il Blasco ha dichiarato che la politica non si esaurisce nei palazzi, nelle elezioni e nei programmi ma è anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi marginalizzare. Ha ribadito di non aver studiato questi temi sui libri, ma di averli vissuti, subiti e talvolta provocati attraverso le sue canzoni, aggiungendo che una melodia non dà istruzioni di vita, ma può “preparare il terreno” per riconoscere problemi e rifiutarli in silenzio.
Le parole chiave del cantautore
“Ho scritto canzoni. Punto. E ho scoperto che queste possono diventare persino una tesi di laurea”, ha detto, sottolineando che ogni parola costruisce un clima. Secondo lui, il linguaggio musicale può alimentare cinismo o fiducia, odio o confronto, rassegnazione o voglia di reagire, e persino il silenzio comunica. Questa affermazione ha risuonato tra i presenti, che hanno intonato insieme il ritornello di “Vado al massimo”.
Impatto sull’ambiente universitario
L’evento ha dimostrato come la cultura pop possa entrare in contatto con le istituzioni accademiche, creando un ponte tra arte e ricerca. Gli studenti hanno celebrato il momento non solo come un riconoscimento personale a Vasco, ma anche come un invito a riflettere sul ruolo della comunicazione nella costruzione di una società più attenta e partecipe. La presenza del cantautore ha inoltre spinto molti a riconsiderare il valore della musica come strumento di cambiamento sociale.
Il retto dell’Università, Virgilio D’Antonio, ha sottolineato l’importanza di premiare personalità che, con la loro visibilità, hanno contribuito a dare voce a tematiche di interesse pubblico. La cerimonia si è conclusa con la promessa di continuare a promuovere il dialogo tra discipline diverse, confermando l’idea che la politica sia, in fondo, un racconto condiviso tra chi crea e chi ascolta.
