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"Bruciamo il tricolore" Bossi, cori dopo i funerali. Meloni accolta al grido di "Secessione"

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A margine dei funerali la dichiarazione polemica dell'ex ministro Castelli: "La lega di Salvini non è la Lega"

L’arrivo del feretro del Senatur Umberto Bossi è stato accolto dal suono della cornamusa e dalle urla di diverse centinaia di militanti presenti a Pontida per dare l’ultimo saluto al fondatore della Lega al coro di “Umberto” e “Viva Bossi”. I funerali si sono tenuti nell’abbazia di San Giacomo alla presenza dei figli e della moglie di Bossi, Manuela. I familiari sono stati abbracciati calorosamente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In chiusura dei funerali invece il coro degli alpini ha intonato, sul piazzale antistante la chiesa, le note di ‘Va, pensiero’, tratte dal Nabucco di Giuseppe Verdi.

Funerali Umberto Bossi, le urla della folla contro il tricolore e la polemica di Castelli

Polemico l’ex ministro Roberto Castelli, fondatore del Partito Popolare del Nord, il quale, a margine dei funerali, ha rilasciato una dichiarazione contro la ‘metamorfosi’ del partito fondato da Bossi: “La Lega di Salvini non è la Lega. L’eredità di Bossi “è stata tradita da quel partito lì, è mantenuta in vita dalle persone che sono qui oggi e spero anche un po’ da me. Con l’arrivo di Salvini, in via Bellerio era proibito il verde, lo posso testimoniare senza tema di smentita. Quella roba lì non è la Lega, è un altro partito”. Concludendo: “Bossi ha cambiato il modo di pensare dei padani, ha risvegliato una coscienza di popolo. È una giornata da un lato molto triste, ma dall’altra ci dà un po’ di serenità e speranza”.

Tanti i militanti presenti e molte le bandiere con il Sole delle Alpi durante il passaggio del feretro davanti al pratone di Pontida, luogo caro ai leghisti nel quale annualmente si tiene il raduno del partito. Giorgetti, visibilmente commosso, ha accompagnato il feretro a piedi insieme ai militanti mentre la famiglia si trovava in un veicolo. Tanti i cori che hanno accompagnato, insieme ad uno scroscio di applausi, l’uscita del feretro dall’abbazia di San Giacomo di Pontida: “Bossi, Bossi”, “Padania Libera”, “Roma Ladrona la Lega non perdona” e “Secessione” oltre a “bruciamo il tricolore”. Oltre a Salvini, Tajani e Giorgetti era presente anche la premier Giorgia Meloni, accolta da applausi e al grido di “Secessione, secessione” e “Padania libera”.

Funerali Umberto Bossi, le parole del Governatore Fontana

“Oggi l’ultimo saluto al grande Capo. Nessun luogo migliore poteva essere scelto per il suo distacco dalla vita terrena – ha dichiarato iul presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – I raduni di Pontida sono stati una delle espressioni più vere e più alte di quello che è per me, e per molti come me, la Lega. La Lega dei terroritori, la Lega della gente, la Lega del Nord. Che porta alta i valori del federalismo e dell’autonomia”. “La Lega dell’Umberto che anche da lassù resterà per sempre la stella polare di un vero leghista”.

Poco prima dei funerali su Instagram il leader della Lega Matteo Salvini aveva scritto: “Trent’anni fa, come oggi, una battaglia che non era solo politica, ma identità, visione, popolo, destino. Libertà, autonomia, territorio, lavoro, sacrificio, responsabilità, giustizia, sicurezza. In quattro parole: padroni a casa nostra. Spesso, allora come oggi, soli contro tutti. Questa è la Lega, una comunità in cammino. Buon viaggio Umberto, con Te tutto è iniziato, mai mülà!”.