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"Bruganelli ha provato ad 'uccidermi'. De Filippi irriconoscente", polemica sulle parole del manager

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Il manager Lucio Presta tra alleanze e fratture: Bruganelli, De Filippi e i segreti mai raccontati della televisione italiana.

Lucio Presta torna al centro dell’attenzione tra vecchie tensioni e dichiarazioni dirette, affrontando senza filtri i rapporti complicati con Sonia Bruganelli e Maria De Filippi, e raccontando il suo ruolo nella televisione italiana tra amicizie spezzate e alleanze mai consolidate.

Lucio Presta: tra strategia implacabile e autoritratto sincero

Lucio Presta, noto manager televisivo, sorride quando gli ricordano l’anagramma coniato da Roberto Benigni che lo definisce “il più scaltro”, ma non rinnega la reputazione di stratega implacabile che lo accompagna da anni.

In un’intervista al Corriere della Sera, Presta si descrive così: “Ma io non brucio: io mi incendio“. È l’autoritratto di un uomo consapevole delle proprie scelte, anche quando hanno lasciato dietro di sé fratture e polemiche. Nel suo libro L’uragano (Piemme), ripercorre una carriera costellata di successi, rotture e momenti intensi: “Non c’è una bugia né un fatto edulcorato. Solo verità“.

Lucio Presta e le amicizie spezzate: tra lealtà e tensioni nel mondo dello spettacolo

Tra le pagine più intense emergono rapporti interrotti, come quello con Paolo Bonolis, definito dal conduttore “l’amico che mi manca”. Presta ricorda con dolore: “Ci siamo voluti un bene dell’anima. Io sono stato al suo fianco in tutti i suoi momenti bui e lui c’è stato in tutti i miei momenti difficili: sono molto addolorato per la fine della nostra amicizia“. L’agente non nasconde le tensioni con Sonia Bruganelli, ex moglie di Bonolis: “Quando sua moglie – spinta da una smisurata sete di potere – ha utilizzato una lama affilata per provare a uccidermi, non potevo rispondere con i fiori. Dovevo rimettere i fatti in riga“.

Anche il rapporto con Amadeus ha conosciuto momenti turbolenti. Presta rivendica il ruolo avuto nei Festival di Sanremo del conduttore, ma sottolinea come l’entourage, in particolare la moglie Giovanna Civitillo, abbia lavorato contro di lui: “Persone a lui vicine gli sussurravano all’orecchio cose sbagliate. Così si è voluto affrancare da chi lo aveva aiutato a diventare il numero uno“. E sulla scelta del conduttore di passare al Nove: “Era in cima, poteva chiedere tutto e ha pensato che il mio fosse un lavoro semplice. Ma la vita gli ha dimostrato subito, in un’ora, che non è così“.

Il rapporto con Maria De Filippi non ha mai preso realmente il volo. Presta sottolinea il contributo avuto nella crescita del programma Amici durante il Festival: “Sono cresciuti loro ed è cresciuto il brand. Ma lei non ci ha riconosciuto nessun merito“. La conseguenza di questa mancanza di riconoscimento è stata netta: “Le ho ricordato che nel salotto buono della televisione non ero entrato grazie a lei, ma mi ci aveva già trovato“.

Tra errori, affetti e sogni: il lato umano di Lucio Presta

Presta non si limita a puntare il dito: ammette anche i propri errori, come il trasferimento alla Rai con Amadeus, che definisce “due programmi, due flop. Guadagnammo molti soldi, ma purtroppo fu un errore“. Rimane invece aperta la ferita per la chiusura del programma della moglie Paola Perego: “Quello che ha passato Paola non lo potrò mai dimenticare. Per mesi non è uscita di casa, ha perso sedici chili“.

Nel libro emergono anche racconti più leggeri e personali: dai capricci di Heather Parisi (“Una notte la riportai da Sanremo a Roma, 630 chilometri in macchina“) all’affetto per Roberto Benigni (“Credo che non conosca proprio il significato della parola capriccio“). Infine, Presta sogna un ritorno trionfale al Festival di Sanremo: “Ci starebbe bene una donna o addirittura più donne. Sono troppi anni che ci sono solo uomini“.