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Caso Sangiuliano: Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio, fissata la data del processo

Maria Rosaria Boccia Sangiuliano

Rinvio a giudizio per Maria Rosaria Boccia: accuse di stalking, diffamazione e lesioni ai danni dell’ex ministro Sangiuliano.

Il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia porta al centro dell’attenzione questioni delicate legate a stalking, interferenze nella vita privata e diffamazione, con al centro l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il caso solleva interrogativi su dinamiche di potere all’interno di rapporti personali e professionali, sull’uso della legge per tutelare la reputazione e sulla gestione dei comportamenti persecutori in ambito istituzionale.

Rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia: accuse e contesto

Il gup di Roma ha rinviato a giudizio l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum, relative all’organizzazione di eventi e rapporti con il Ministero della Cultura. Le contestazioni principali riguardano l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, nei confronti del quale Boccia avrebbe messo in atto comportamenti ossessivi e di controllo, tra cui richieste insistenti di accesso al telefono istituzionale, pressioni sui collaboratori più vicini al ministro, e tentativi di monitorare la sua vita privata.

Secondo i pm, le condotte hanno provocato in Sangiuliano “un perdurante e grave stato di ansia e paura, con forte stress, notevole dimagrimento e pensieri suicidi, inducendolo a modificare le proprie abitudini di vita e a rassegnare le dimissioni dalla carica istituzionale”. Le accuse includono inoltre lesioni aggravate, relative a un episodio avvenuto a Sanremo tra il 16 e il 17 luglio, quando Boccia avrebbe ferito il ministro alla testa. Tra le parti civili figurano Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l’ex capo di Gabinetto Francesco Gilioli, che ha denunciato diffamazione legata alla presunta sparizione di un contratto mai sottoscritto.

Caso Sangiuliano, rinviata a giudizio Maria Rosaria Boccia: la data del processo

Le dichiarazioni successive al rinvio a giudizio hanno messo in luce divisioni nette tra le parti. L’ex ministro Sangiuliano ha descritto la vicenda come “un anno di profonda sofferenza” e ha riaffermato fiducia nella magistratura: “Si sta capendo chi era la vittima e chi il carnefice. Chi ha onestà intellettuale rifletta sulle cose dette”. I legali di parte civile, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, hanno definito il capo di imputazione “fortemente innovativo” perché riconosce la sottomissione all’interno della relazione come elemento di stalking, aggiungendo che il procedimento “riabilita a nostro giudizio il dottor Sangiuliano” e rappresenta “una prima verità giudiziaria, netta e chiara”.

Dal lato della difesa, Boccia e i suoi avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia hanno contestato la qualificazione dello stalking, definendola “incomprensibile” e rilevando presunte incongruenze tra le visite mediche effettuate su Sangiuliano e il certificato utilizzato come prova. Boccia ha inoltre ribadito la propria estraneità ai fatti, affermando di sperare in una futura archiviazione e sottolineando che “i caratteri essenziali della condotta persecutoria nulla hanno a che fare con quanto documentalmente emerso, non solo in udienza ma nell’intera fase di indagine”. Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre.