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Caso Signorini, Corona in tribunale dopo la denuncia di Mediaset: "Ormai è guerra"

Signorini Corona

Caso Signorini, cronaca di un confronto tra tribunale e social: Corona accusa censura e minacce contro il suo format, le sue dichiarazioni in Aula.

La vicenda CoronaSignorini esplode tra tribunali e social, con Fabrizio Corona in prima linea a difendere il suo diritto a raccontare la verità secondo lui nascosta. L’ex paparazzo definisce gli attacchi al suo format Falsissimo un tentativo di censura mascherata. La sua reazione dura e diretta mette in evidenza lo scontro tra il controllo dei contenuti e la libertà di espressione nel mondo digitale.

Caso Signorini, lo scontro tra Fabrizio Corona e Mediaset

Il conflitto di Corona con Alfonso Signorini e Mediaset si intreccia su più fronti legali. La difesa del conduttore del Grande Fratello ha chiesto un intervento urgente del tribunale per bloccare la messa in onda della prossima puntata di Falsissimo e rimuovere i contenuti già pubblicati, giudicati diffamatori e potenzialmente irreversibili: “Una volta resi pubblici, tali contenuti possono essere scaricati, condivisi e replicati da chiunque, rendendo qualsiasi tentativo di rimozione successivo parziale, inefficace e impotente“.

Mediaset ha inoltre avanzato una denuncia per diffamazione aggravata e minacce, chiedendo misure preventive per limitare l’uso dei social e del telefono da parte di Corona. La vicenda si complica ulteriormente con le indagini aperte su Signorini per violenza sessuale ed estorsione, a seguito delle denunce dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno, mentre lo stesso Corona è indagato per revenge porn.

Caso Signorini, Corona all’attacco dopo la denuncia di Mediaset: l’annuncio dal tribunale

Come riportato dall’Adnkronos, Fabrizio Corona non ha risparmiato accuse pesanti entrando in aula al Tribunale di Milano, paragonando la vicenda attuale a quella dell’“editto bulgaro” di Berlusconi: “Non c’è differenza tra l’editto bulgaro di Berlusconi e questa roba qua, che cambia?“. All’epoca, ricorda l’ex agente fotografico, figure come Biagi, Santoro e Luttazzi furono escluse dalla Rai; oggi, secondo Corona, il metodo è simile, cambia solo il mezzo: “Allora il potere era la televisione, oggi sono i social. E siccome io parlo da una piattaforma libera, vogliono fermarmi“.

La sua battaglia si inserisce nel dibattito più ampio sulla libertà di espressione online: gli avvocati di Corona denunciano che i tentativi di bloccare il format Falsissimo producono “effetti devastanti sulla vita personale e professionale” del conduttore, oltre a compromettere la sua salute psicofisica. Per l’avvocato Ivano Chiesa, la posta in gioco va oltre il singolo caso: “Se passa il principio che si può impedire a qualcuno di pubblicare un contenuto il giorno dopo, il giornalismo è finito“.

L’ex paparazzo non accenna a fermarsi: “Ormai è guerra, ve l’ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi, che coprite lui, per coprire voi“.