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Chiara Poggi e la (presunta) lite con Alberto Stasi: i cinque minuti che riscrivono il delitto di Garlasco

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Chiara Poggi e Alberto Stasi: le analisi smontano la presunta lite per le foto compromettenti. Ecco gli ultimi accertamenti sul delitto di Garlasco.

Il delitto di Garlasco è da anni al centro di dubbi e ipotesi mai confermate. Tra i moventi più discussi, spicca la presunta lite tra Chiara Poggi e Alberto Stasi per alcune foto compromettenti sul computer del fidanzato. Nuove analisi informatiche dimostrano però che Chiara non vide mai quei file, mettendo in discussione una delle ricostruzioni chiave del caso.

Nuove evidenze sul presunto movente per il delitto di Chiara Poggi

Oltre un decennio dopo il delitto, il racconto della lite appare più una costruzione narrativa che un fatto accertato. Le prove raccolte mostrerebbero che Chiara non aprì mai la cartella con le foto hard e che nessun elemento oggettivo collega i minuti trascorsi davanti al computer a tensioni con Stasi.

Come sottolineato durante la trasmissione Mattino5 da Federica Panicucci, “i dati confermano che Chiara Poggi lavorò al pc tra le 22:09 e le 22:14 senza accedere a contenuti compromettenti”. La ricostruzione dei movimenti della vittima – dall’inserimento della chiavetta USB alle immagini innocue visionate – esclude qualsiasi interazione con la cartella “militare”.

Mai è stato individuato un vero movente per l’omicidio, nemmeno dopo la condanna di Stasi. La Cassazione aveva citato la presunta lite come possibile detonatore del crimine, ma i fatti indicherebbero il contrario. La perizia informatica del 2009 smontava già questa teoria, mostrando che la sera del 12 agosto Chiara rimase sola nella villetta senza mai aprire i file incriminati.

Questa rivalutazione dei dati getta nuova luce sulla vicenda, rivelando quante informazioni preziose siano rimaste trascurate e quanto certe narrazioni abbiano resistito nonostante l’assenza di prove concrete.

Chiara Poggi e la (presunta) lite con Alberto Stasi: “Quei 5 minuti cambiano tutto”

Uno dei moventi più discussi del delitto di Garlasco, ovvero la presunta lite tra Chiara Poggi e Alberto Stasi per alcune foto compromettenti sul computer del fidanzato, sembra non trovare riscontro nei fatti. Come riportato da Il Messaggero, le analisi informatiche condotte dai periti evidenzierebbero un dettaglio finora trascurato: la sera del 12 agosto 2007, Chiara utilizzò il pc di Stasi tra le 22:09 e le 22:14 senza mai accedere alla sottocartella denominata “militare”, dove erano custoditi i file pornografici.

Come hanno spiegato Roberto Porta e Daniele Occhetti – incaricati già nel 2009 di ricostruire i dati del computer – “nei cinque minuti in cui Chiara rimase al pc non ci sono tracce tecniche che dimostrino l’apertura dei file compromettenti”. Durante quel breve intervallo, la ragazza avrebbe inserito una chiavetta USB, trasferì 287 foto della vacanza a Londra e avrebbe visionato immagini innocue, comprese fotografie di un cagnolino, senza accedere ai contenuti compromettenti.

Questi elementi, già disponibili nel corso dell’appello bis del 2014 ma poco considerati, contraddicono la teoria secondo cui una lite scoppiata davanti alle foto avrebbe spinto Stasi a compiere l’omicidio la mattina successiva. La Cassazione, infatti, aveva citato la presunta discussione come possibile movente, basandosi su ipotesi mai confermate dai dati tecnici.

La perizia informatica avrebbe evidenziato inoltre danni involontari al pc provocati dai carabinieri, che impedirono il recupero completo di alcuni dati, circostanza che avrebbe potuto rappresentare un alibi parziale per Stasi. Come ricordato da Rita Cavallaro sul Giornale, “è con i punti fissati dai due esperti sull’uso che Chiara fece del pc di Alberto che crolla uno dei passaggi chiave della sentenza di Cassazione”.