Una pillola, un percorso medico, e la promessa — difficile — di lasciare le sigarette.
Nei centri antifumo arriva il farmaco per smettere di fumare citisina, rimborsato dal Servizio sanitario nazionale
La novità passa quasi inosservata, ma riguarda milioni di fumatori. Non una campagna, non uno slogan. Un farmaco per smettere di fumare la citisina. Lo riportano i maggiori quotidiani del paese, ormai la novità sta circolando.
Se una persona decide di smettere e si rivolge a un centro antifumo, il medico può prescriverlo. In quel caso il costo viene coperto dal Servizio sanitario nazionale. Non sempre però. La condizione è precisa: il trattamento deve far parte di un percorso monitorabile, con supporto medico, terapia comportamentale, counseling. Insomma un programma serio.
Parliamo del farmaco per smettere di fumare citisina, una molecola di cui l’Agenzia Italiana del Farmaco ha previsto la rimborsabilità proprio nei percorsi strutturati per la cessazione dal tabacco.
Negli altri casi il farmaco resta a carico del paziente. Per esempio quando il divieto arriva dal cardiologo dopo un infarto. O quando qualcuno decide di provarci da solo.
Il meccanismo, spiegano anche su Il sole 24 ore, è piuttosto semplice da comprendere. La citisina agisce sugli stessi recettori cerebrali della nicotina. Di fatto li occupa. E il desiderio di fumare si riduce. Spesso in modo drastico già dopo pochi giorni.
Dal quinto giorno, spiegano gli specialisti, il bisogno della sigaretta può calare molto.
I dati arrivano anche dalla ricerca italiana. Uno studio realizzato dall’Istituto Nazionale dei Tumori mostra che a dodici mesi smette il 40% dei pazienti che seguono il trattamento. Una percentuale alta, se confrontata con chi prova senza aiuto: appena uno su dieci riesce a smettere.
Dietro il farmaco c’è anche una storia botanica curiosa. La citisina viene estratta dal Cytisus laburnum, il maggiociondolo. Una pianta ornamentale, con grappoli di piccoli fiori gialli. Molti la conoscono per i giardini. Pochi per la farmacologia.
La molecola è prodotta dall’azienda polacca Adamed e commercializzata in Italia da Laboratorio Farmaceutico C.T.. È stata recentemente inserita in Gazzetta Ufficiale ed è ora disponibile anche per i fumatori italiani che vogliono provare a smettere.
Come funziona il farmaco per smettere di fumare citisina e cosa dicono gli specialisti
Il trattamento con il farmaco per smettere di fumare citisina sembrerebbe durare 25 giorni. Una compressa dopo l’altra, con dosaggio progressivamente ridotto. Il calendario è indicato direttamente sul blister, un po’ come accade con altri farmaci che richiedono uno schema preciso.
La strategia è ridurre gradualmente la dipendenza dalla nicotina. Senza lo shock dell’astinenza totale.
«La citisina, per la sua comprovata efficacia, profilo di sicurezza ed elevato rapporto costo/beneficio, rappresenta un farmaco particolarmente adatto a essere integrato nei percorsi per il trattamento multidisciplinare del Disturbo da uso di tabacco», spiega il dottor Claudio Leonardi, presidente della SIPaD.
Lo schema a dosaggio decrescente, aggiunge lo specialista, è stato pensato proprio per attenuare i sintomi dell’astinenza. Irritabilità, ansia, insonnia. Tutti quei segnali che spesso fanno fallire il tentativo di smettere.
L’obiettivo è arrivare allo stop completo entro il quinto giorno di terapia.
Sul piano della sicurezza il farmaco presenta un buon profilo di tollerabilità. Gli eventuali effetti collaterali, quando compaiono, sono generalmente lievi e temporanei.
«La citisina deve essere considerata un’opzione terapeutica di prima linea anche alla luce della recente introduzione tra i farmaci rimborsabili dal Ssn», osserva il dottor Fabio Beatrice, primario emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco e direttore scientifico del MOHRE.
Il contesto sanitario è pesante. Il disturbo da uso di tabacco provoca oltre 90 mila morti ogni anno in Italia. E i costi economici — tra spesa sanitaria e perdita di produttività — superano i 26 miliardi di euro.
Secondo le stime dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, ogni sigaretta può ridurre l’aspettativa di vita di circa venti minuti.
Numeri duri. Che spiegano perché il tema resta centrale nella sanità pubblica.
E perché, nonostante tutto, smettere di fumare resta ancora una delle sfide più difficili. Anche oggi. Anche con l’aiuto di un farmaco.