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Close the gap: la collaborazione tra Coop e la Fondazione Giulia Cecchettin per la parità di genere

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Coop avvia la sesta edizione di Close the Gap con la Fondazione Giulia Cecchettin: formazione per dipendenti e famiglie, percorsi nelle scuole e monitoraggio anonimo per valutare l'impatto

Coop e la Fondazione Giulia Cecchettin hanno rinnovato la loro collaborazione con un programma articolato per promuovere la parità di genere. Non si tratta di interventi isolati: l’intesa unisce formazione, progetti scolastici, iniziative sul territorio e un sistema di monitoraggio pensato per misurare l’efficacia delle azioni e orientarne l’evoluzione. L’obiettivo è prevenire i comportamenti lesivi agendo sulle radici culturali del problema e diffondendo una consapevolezza diffusa capace di riconoscere e contrastare tutte le forme di violenza.

Strategia di formazione: chi viene coinvolto e con quale scopo
Il percorso formativo è rivolto soprattutto ai dipendenti delle cooperative e alle loro famiglie, con l’intento di trasformare conoscenze teoriche in responsabilità collettiva. I corsi uniscono nozioni tecniche e moduli pratici per spiegare come atteggiamenti quotidiani possano degenerare in prevaricazioni e quali azioni concrete attivare per prevenirle. Previsti anche percorsi di accompagnamento e uno specifico monitoraggio per verificare l’impatto delle attività a livello locale.

Contenuti e metodi didattici
I materiali affrontano la violenza nelle sue molteplici dimensioni: fisica, sessuale, economica, psicologica, ma anche la violenza del linguaggio e quella digitale. L’approccio didattico punta su esempi realistici, role play e tecniche di ascolto attivo per facilitare la trasformazione della conoscenza in comportamenti quotidiani. Il programma valorizza linguaggi adeguati e strumenti di riconoscimento precoce, con l’obiettivo di rendere le competenze trasferibili sul posto di lavoro e nelle reti familiari e organizzative delle cooperative.

Interventi nelle scuole e coinvolgimento delle nuove generazioni
Un capitolo importante del progetto è il lavoro con i giovani: la campagna Close the Gap, ormai alla sesta edizione, concentra molte attività nelle scuole, inserendo educazione emotiva e competenze relazionali nei percorsi formativi degli studenti. Migliaia di ragazzi e centinaia di classi hanno già partecipato: le attività puntano a smontare stereotipi e a promuovere relazioni sane, considerando la scuola come luogo cruciale per la prevenzione.

Progetti territoriali e voci dal pubblico
Oltre alle aule, il programma si estende nei punti vendita Coop e in progetti pilota sul territorio che fungono da laboratori per approcci replicabili a livello nazionale. Figure pubbliche, educatori e scrittori portano testimonianze e storie personali che rendono concreti concetti altrimenti astratti, stimolando empatia e confronto pubblico.

Monitoraggio e valutazione dell’impatto
La Fondazione ha previsto un monitoraggio anonimo per raccogliere dati sui cambiamenti di comportamento e sulle pratiche aziendali. La metodologia combina indicatori qualitativi e quantitativi e tutela la privacy dei partecipanti: così è possibile ottenere risposte sincere e creare evidenze utili a ricalibrare contenuti e metodi. I dati aggregati verranno condivisi con Coop per garantire trasparenza e orientare le politiche interne.

Perché misurare conta
La misurazione non è un esercizio formale, ma lo strumento che consente di capire se la formazione produce cambiamenti reali. I risultati aiuteranno a identificare aree da approfondire, misure da adattare e opportunità di scalare l’iniziativa in altre regioni. Report periodici forniranno indicatori chiari e raccomandazioni operative, favorendo decisioni basate su dati verificabili.

Il valore della collaborazione tra impresa e terzo settore
La partnership tra Coop e la Fondazione Giulia Cecchettin rappresenta un modello pratico di collaborazione tra mondo aziendale e terzo settore: unisce risorse, competenze progettuali e capacità di monitoraggio per generare interventi concreti. Agire sulla prevenzione culturale, formare le persone e misurare i risultati sono passi necessari per ridurre disuguaglianze e proteggere chi è più a rischio. L’idea è semplice ma ambiziosa: costruire comunità più sicure attraverso azioni integrate, misurabili e replicabili, in modo che le buone pratiche possano crescere e diffondersi.