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Commissione Covid, Conte rompe il silenzio e replica a Meloni: “Io non ho nulla da nascondere”

Commissione Covid, Conte rompe il silenzio e replica a Meloni: “Io non ho nulla da nascondere”

Commissione Covid, Giuseppe Conte respinge le contestazioni sulla pandemia e accende lo scontro politico con Giorgia Meloni.

Commissione Covid, nuovo scontro tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni dopo l’audizione dell’ex premier. Al centro del confronto la gestione della pandemia, le accuse politiche e il caso delle mascherine fornite da JC Electronics.

Il caso JC Electronics e le mascherine: il documento consegnato in Procura e la replica dell’azienda

Al centro dello scontro nella Commissione Covid c’è anche la vicenda legata a JC Electronics, società coinvolta in un contenzioso sulla fornitura di mascherine acquistate durante l’emergenza sanitaria. Conte ha annunciato di aver consegnato alla Procura di Roma un documento ricevuto in forma anonima, sostenendo che il materiale potrebbe aprire nuovi interrogativi sulla qualità delle forniture e sulla successiva transazione da circa 100 milioni di euro siglata dal governo Meloni per chiudere il contenzioso.

Secondo quanto riferito da Giuseppe Conte, nel documento sarebbero contenuti rilievi sulle caratteristiche delle mascherine importate dalla società: “Le mascherine importate dalla JC erano diverse da quelle dichiarate e le certificazioni contenute nei lotti erano differenti da quelle dichiarate”, ha affermato Conte, spiegando di aver deciso di rivolgersi ai magistrati “per coscienza civica”.

L’ex presidente del Consiglio ha quindi criticato la scelta di procedere con l’accordo economico con la società: “Come si fa a dare 100 milioni a JC Electronics prima del giudizio cautelare? Non avete trovato sei milioni per le mammografie?”, ha dichiarato durante il confronto in Commissione.

La società ha però respinto le accuse, sostenendo che il documento citato da Conte “non è una novità” e che sarebbe già stato valutato in sede giudiziaria. JC Electronics ha ricordato le sentenze favorevoli ottenute e gli accertamenti effettuati da Inail e Agenzia delle Dogane, che avrebbero confermato la conformità delle mascherine ai requisiti previsti.

Commissione Covid, Conte attacca Meloni: “Io ci sono sempre stato, ora risponda all’Italia”

L’audizione di Giuseppe Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid si trasforma in un nuovo scontro politico con Giorgia Meloni. L’ex presidente del Consiglio, chiamato a riferire sulle decisioni prese durante il suo governo tra il 2020 e il 2021, respinge ogni accusa e rivendica il proprio operato: “Non avevo nulla da nascondere, non ho nulla da nascondere, non ho fatto niente di illecito”, ha dichiarato, sottolineando di essere pronto a rispondere a tutte le domande.

La seduta, durata diverse ore, è stata dedicata alla ricostruzione delle scelte adottate durante la pandemia: dalle zone rosse ai Dpcm, fino all’avvio della campagna vaccinale. Conte ha difeso le misure adottate, spiegando che lo stato di emergenza era “assolutamente necessario” e non una “dittatura”, perché permetteva alla Protezione civile di attivare gli strumenti indispensabili per affrontare una crisi senza precedenti. Durante l’intervento, l’ex premier ha ricordato anche le indagini e gli esposti presentati nei suoi confronti, affermando: “Non mi sono mai lamentato per queste indagini, non ho mai tentato di delegittimare i giudici”. Poi ha rilanciato la propria posizione sulla gestione dell’emergenza: “Non mi considero un eroe, ho semplicemente fatto il mio dovere”, aggiungendo che le decisioni prese avrebbero contribuito a “salvare centinaia di migliaia di vite umane”.

Al termine dell’audizione, Conte ha puntato il dito contro la presidente del Consiglio, accusandola di essere dietro agli attacchi nei suoi confronti. “Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione in commissione Covid”, ha detto fuori da Palazzo San Macuto, invitando Meloni a un confronto politico diretto: “Non è meglio che mi affronti politicamente?”.

La premier ha replicato attraverso i social, ribadendo che il lavoro della Commissione non sarebbe un procedimento contro una singola persona: “La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”. Meloni ha sottolineato che l’obiettivo dell’organismo parlamentare è fare chiarezza su una fase che ha segnato profondamente il Paese.

Nel frattempo, lo scontro politico continua. Conte, rispondendo al messaggio della premier, ha scritto: “Cara Giorgia, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese”. Poi l’affondo finale: “Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia?”.

La Commissione Covid tornerà nuovamente al centro del dibattito il 14 settembre, mentre resta aperto il confronto sulle responsabilità e sulle scelte compiute durante la pandemia.

 

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