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Competenze, Italia agli ultimi posti in classifica Ocse

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Roma, 1 ott. (askanews) - L'Italia è agli ultimi posti nella classifica internazionale stilata dall'Ocse sulla base dei dati Piaac per le competenze legate alla lettura e scrittura (literacy) e alla matematica (numeracy), con valori ben al di sotto della media Ocse e dei valori registrati nella m...

Roma, 1 ott. (askanews) – L’Italia è agli ultimi posti nella classifica internazionale stilata dall’Ocse sulla base dei dati Piaac per le competenze legate alla lettura e scrittura (literacy) e alla matematica (numeracy), con valori ben al di sotto della media Ocse e dei valori registrati nella maggior parte delle altre economie avanzate. Lo conferma l’indagine PIAAC (Programme for the international assessment of adult competencies), promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e realizzata dall’Inapp (Istituto nazionale per le politiche pubbliche) e dall’Anpal (Agenzia zazionale per le politiche attive del lavoro) con il coordinamento dell’Ocse.

Un gap importante parlando di competenza fondamentali e strategiche per la vita sociale e, in particolare, per quella lavorativa, la cui dimensione attuale è oggetto di una nuova edizione dell’indagine PIAAC, sempre con lo scopo di misurare le competenze degli adulti in Italia. Le attività di raccolta dati sono state affidate da Inapp alla Ipsos. Il presidente Nando Pagnoncelli:

“C’è un impatto davvero molto forte, l’Italia si colloca al 31esimo posto per competenze linguistiche e al 30esimo posto per competenze matematiche tra i 37 paesi Ocse.

E sono dati del 2012 che stanno per essere aggiornati. E’ importante che le competenze siano elevate innanzitutto perchè il mondo è sempre più complesso e le competenze che ciascuno di noi ha rapopresentano uno strumento per affrontare queste complessità del mondo contemporaneo. Con riflessi molto pesanti sia sulla qualità della vita individuale sia sulla qualità della vita collettiva. Pensiamo alle competenze linguistiche in un contesto caratterizzato dalla pandemia, sono importanti ma solo l’elemento di base per le competenze scientifiche che sono altrettanto limitate nel nostro paese”.

L’indagine coprirà il periodo settembre 2022-marzo 2023. Enrico Billi, direttore BU Ipsos: “L’indagine ha come obiettivo di rilevare informazioni attraverso la somministrazione di interviste ed anche di alcuni test che faranno autonomamente i circa 7500 individui coinvolti, estratti da Inapp per creare un campione rappresentativo della popolazione italiana”.

“Sarà coinvolto un numero consistente di rilevatori professionali, sarà importante che la nostra rete di rilevazione sia capace di ottenere la collaborazione dei partecipanti all’indagine e contiamo molto sulla comunicazione che verrà rappresentata alla popolazione in modo che ci sia la necessaria collaborazione”.

La rilevazione dedicherà uno specifico approfondimento sulla popolazione giovane (16-29 anni) e sugli stranieri residenti in Italia, pur essendo principalmente rivolta alla popolazione adulta, da 16 a 65 anni.