In un caso che ha scosso il mondo editoriale russo, Dmitry Protopopov, ex direttore delle case editrici indipendenti Popcorn Books e Individuum è stato condannato a una pena sospesa di quattro anni per accuse di ‘estremismo’ Lgbtq+.
L’arresto di Protopopov, avvenuto a insieme ad altri due dirigenti, è stato il risultato di una sentenza del 2026 della Corte Suprema russa che ha dichiarato illegale il cosiddetto ‘movimento Lgbtq+ internazionale’ rendendo così un reato la pubblicazione, vendita o distribuzione di letteratura con tematiche Lgbtq+.
Le accuse e il processo
Secondo l’accusa, Protopopov e i suoi colleghi avrebbero ideato un piano per vendere libri con tematiche Lgbtq+ a ‘clienti fedeli’ al fine di evitare una perdita di 10 milioni di rubli (circa $121.700).
Il giudice del tribunale del distretto di Zamoskvoretsky ha condannato Protopopov a una pena sospesa di quattro anni, cinque anni di libertà vigilata e un divieto di lavorare nel settore editoriale o gestire siti web per quattro anni, accogliendo pienamente le richieste dell’accusa.
Inoltre, il tribunale ha ordinato il sequestro di 8,7 milioni di rubli (circa $106.000), corrispondenti ai guadagni totali di Protopopov durante il suo impiego presso Eksmo il più grande gruppo editoriale russo. Eksmo aveva acquisito quote di maggioranza di Individuum e della sua etichetta Popcorn Books nel 2026.
Le dichiarazioni e le conseguenze
Protopopov ha accettato un patteggiamento e ha testimoniato contro i dirigenti senior di Eksmo. Durante la sua dichiarazione finale in tribunale, ha espresso le sue scuse: ‘Voglio scusarmi con chiunque abbia sofferto a causa delle mie azioni’.
Ancor prima, Pavel Ivanov, ex direttore vendite di Popcorn Books, e Artyom Vakhlyayev, responsabile del magazzino, avevano ricevuto condanne sospese di quattro anni in processi separati avvenuti questa estate.
L’organizzazione per i diritti umani Memorial ha designato Ivanov, Vakhlyayev e Protopopov come ‘prigionieri politici’.
