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Bomb threat a Malpensa: voli da Salonicco e Porto bloccati

Bomb threat a Malpensa: voli da Salonicco e Porto bloccati

Una misteriosa email ha attivato i protocolli di sicurezza a Malpensa, ma le perquisizioni non hanno scoperto bombe.

Giovedì 5 novembre le autorità aeroportuali di Milano Malpensa hanno dovuto fronteggiare una serie di segnalazioni di allarme bomba che hanno interessato sia voli in arrivo sia partenze. La minaccia è stata trasmessa tramite una mail anonima in lingua italiana, contenente l’affermazione che a bordo di due aerei erano presenti ordigni esplosivi. Nonostante l’urgenza della situazione, le operazioni di bonifica hanno concluso senza scoprire alcun materiale pericoloso.

Voli da Salonicco e Porto bloccati all’arrivo

Le due segnalazioni hanno riguardato un volo dell’Aegean Airlines proveniente da Salonicco, atterrato a Malpensa alle 9.33, e un volo Ryanair decollato da Porto, giunto alle 10.22. Appena toccato terra, gli artificieri della Polizia di frontiera aeroportuale hanno avviato le procedure ordinarie di controllo su passeggeri, equipaggi e bagagli.

Nessun ordigno è stato ritrovato, e tutti i viaggiatori sono stati rimessi in libertà dopo una serie di perquisizioni approfondite.

Procedure di sicurezza e risultati

Il protocollo di risposta prevede l’isolamento dell’aereo, il transito dei passeggeri verso una zona sicura e la scansione dei bagagli con apparecchiature a raggi X. In entrambi i casi, gli specialisti hanno confermato l’assenza di materiale esplosivo, consentendo il ripristino della normale operatività dell’aeroporto entro pochi minuti.

Altri allarmi collegati nella giornata

Non è stato un episodio isolato. Nella stessa mattinata, un volo Wizz Air diretto da Malpensa a Varsavia è stato dirottato verso Vienna dopo la ricezione di una segnalazione simile. A Vienna sono state effettuate nuove verifiche, anch’esse a esito negativo. Un secondo velivolo Wizz Air, con destinazione Bucarest, è atterrato regolarmente nella capitale romena, ma ha subito controlli analoghi prima dell’atterraggio. Inoltre, il 3 novembre, un volo Wizz Air da Orio al Serio a Sofia è stato ispezionato a seguito di una minaccia simile, senza che siano stati trovati ordigni.

Possibili collegamenti tra i vari casi

Le modalità di comunicazione e il contenuto dei messaggi suggeriscono un possibile nesso tra le varie segnalazioni. Le autorità hanno avviato un’indagine di carattere più ampio, valutando la possibilità che una singola fonte stia orchestrando le minacce su più rotte europee.

Indagini giudiziarie e ruolo delle forze dell’ordine

La Procura di Busto Arsizio, guidata dal procuratore capo Carlo Nocerino, ha aperto un fascicolo per procurato allarme nei confronti di ignoti, affidando il caso alla Polizia postale per tracciare l’origine della mail. Il viceprefetto di Varese, Niccolò Cescon, ha dichiarato che la minaccia è stata presa «con la massima serietà», pur considerandola fin da subito una possibile fake news. Parallelamente, la Polizia di frontiera aeroportuale ha coordinato le operazioni di ispezione sul campo, garantendo che tutti i voli coinvolti siano tornati a operare senza ulteriori interruzioni.

Le indagini continuano a focalizzarsi sui canali digitali utilizzati per inviare la minaccia e su eventuali pattern ricorrenti che possano collegare i diversi avvisi. Alla luce del proliferare di allarmi simili in altri aeroporti europei nella stessa giornata, le autorità stanno valutando se si tratti di un attacco coordinato o di una serie di segnalazioni isolate.

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