La Dengue in Italia continua a destare preoccupazione: aumentano i contagi trasmessi localmente e cresce l’attenzione delle autorità sanitarie anche verso altri virus diffusi dalle zanzare, come Chikungunya e Zika. Il nuovo bollettino dell’Istituto superiore di sanità fotografa la situazione aggiornata a novembre 2026, mentre in Europa si moltiplicano gli appelli a rafforzare la prevenzione per evitare una diffusione sempre più ampia di queste infezioni.
Zanzara tigre e diffusione dei virus in Europa: cresce l’attenzione
La situazione italiana si inserisce in un contesto europeo che desta crescente attenzione tra gli esperti di sanità pubblica. Tra i principali vettori responsabili della diffusione di queste infezioni c’è la zanzara tigre (Aedes albopictus), insetto originario del Sud-est asiatico che ha progressivamente conquistato nuovi territori.
La sua comparsa in Italia risale al 1990, quando venne individuata per la prima volta a Genova. La sua introduzione sarebbe stata favorita dal commercio internazionale di pneumatici usati, all’interno dei quali possono essere trasportate le uova. Negli anni successivi la specie si è insediata in numerosi Paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Germania e Svizzera.
Il rischio riguarda soprattutto la possibilità che virus importati da persone provenienti da aree tropicali trovino condizioni favorevoli per circolare anche nei territori europei. Il meccanismo è relativamente semplice: un viaggiatore infetto rientra nel proprio Paese e viene punto da una zanzara locale, che può successivamente trasmettere il virus ad altre persone attraverso ulteriori punture. Dengue, Chikungunya e Zika rappresentano alcune delle principali infezioni associate a questo fenomeno. Come evidenziato anche da Euronews in un approfondimento del 5 novembre 2026, la maggior parte dei Paesi europei registra ancora episodi sporadici, ma le autorità sanitarie stanno intensificando la sorveglianza per impedire una circolazione stabile dei virus.
Un ulteriore elemento emerge dal monitoraggio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), aggiornato al 28 ottobre: Italia e Francia sono i due Paesi dell’Unione europea che hanno segnalato casi autoctoni di Dengue nel 2026. Nel nostro Paese le infezioni acquisite localmente sono 76, mentre in Francia ne sono state registrate otto, distribuite in cinque focolai.
Dengue, 76 contagi autoctoni: i dati dell’Iss aggiornati a novembre
Cresce il numero delle infezioni da Dengue in Italia, con decine di persone contagiate senza aver effettuato viaggi all’estero. Come riportato dall’Adnkronos, il quadro epidemiologico aggiornato al 3 novembre 2026, diffuso dall’Istituto superiore di sanità (Iss), evidenzia 376 casi confermati dall’inizio dell’anno, di cui 76 contratti direttamente sul territorio nazionale. I restanti 300 sono invece riconducibili a soggiorni fuori dall’Italia. Tra le destinazioni indicate più frequentemente figura l’arcipelago delle Maldive, associato al 51% dei casi importati.
La trasmissione locale è riconducibile a cinque focolai identificati, ai quali si aggiungono due episodi che, sulla base degli accertamenti disponibili, non presentano collegamenti epidemiologici né con gli altri gruppi di infezione né tra loro. Il confronto con la rilevazione precedente, riferita al 27 ottobre, mostra un incremento di sette diagnosi complessive, passate da 369 a 376. Il numero delle infezioni autoctone, invece, è rimasto invariato a 76.
Il bollettino dell’Iss prende in esame anche altri virus trasmessi dalle zanzare: sono stati individuati 30 casi di Chikungunya, uno dei quali contratto in Italia e gli altri associati a spostamenti internazionali. Per questa patologia, il 34% delle esposizioni è riconducibile alle Seychelles. A completare il quadro ci sono quattro infezioni da virus Zika, tutte importate. Anche per queste due malattie non risultano decessi e i dati sono rimasti stabili rispetto alla settimana precedente.
