Il Daraxonrasib, il nuovo farmaco di Revolution Medicines raddoppia la sopravvivenza di vita da 6,7 mesi a 12,4 mesi nei pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. Il Ministero spinge per anticipare i tempi del suo arrivo in Italia. I dettagli.
Daraxonrasib, quando arriva il farmaco in Italia? La spinta del Ministero per anticipare i tempi
Si chiama Daraxonrasib il nuovo farmaco di Revolution Medicines, ovvero l’azienda californiana che lo produce e che raddoppia la sopravvivenza di vita da 6,7 mesi a 12,4 mesi nei pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. Due settimane fa era arrivato il parere positivo dall’Agenzia europea per i medicinali, ora si attende che possa arrivare anche in Italia.
Al momento una data certa non c’è, ma il Ministero starebbe spingendo al fine di anticipare i tempi. Il dossier è infatti sul tavolo del ministro della Salute Orazio Schillaci, il quale sta appunto spingendo affinché il Daraxonrasib possa arrivare arrivi nel nostro Paese, anche attraverso l’uso compassionevole, ovvero la fornitura gratuita, prima dell’autorizzazione, ai pazienti più gravi.
Ci sono ovviamente delle difficoltà, la prima è la capacità produttiva di Revolution Medicines, la biotech americana che l’ha sviluppato, i quanto si tratta di una azienda ancora poco strutturata e che quindi non riuscirebbe al momento a rispondere a una ampia richiesta del farmaco. I contatti comunque ci sono e come detto si spera di poter anticipare i tempi e avere magari già il via libera nel primo semestre del 2027. I tempi burocratici ricordiamo che a volte si prolungano anche fino a un anno e mezzo dall’ok dell’Ema.
Daraxonrasib: il costo in Italia
Al momento non si sa con certezza quando il Daraxonrasib arriverà in Italia, ma si spera nel 2027. Come possiamo leggere su Leggo: “Il lavoro più importante spetta all’Aifa, che dovrà approvare il farmaco in Italia. Il parere dell’Ema, fanno sapere dall’Agenzia, è ‘una fase intermedia’: ora la Commissione europea deciderà in via accelerata, poi prezzo e rimborso saranno affare dei singoli Stati. La trattativa italiana sul costo partirà quando l’azienda presenterà domanda di rimborsabilità, e allora l’Aifa promette di muoversi ‘celermente’.”
