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Virus Shamonda, scatta l'allerta in Italia dopo il caso francese: le indicazioni del ministero

Virus Shamonda, scatta l'allerta in Italia dopo il caso francese: le indicazioni del ministero

Nessuna infezione umana nota in Italia, ma cresce l'attenzione dopo il caso francese. La circolare ministeriale indica nuove misure per individuare eventuali contagi e monitorare i pazienti più fragili.

Il virus Shamonda finisce sotto osservazione dopo il primo caso umano documentato in Francia. In Italia non risultano infezioni nell’uomo, ma il ministero della Salute ha deciso di rafforzare la sorveglianza con nuove indicazioni per medici e Regioni. Restano ancora diversi interrogativi sulle modalità di trasmissione e sui possibili rischi per la popolazione.

Virus Shamonda, il ministero della Salute rafforza la sorveglianza: in Italia nessun caso umano noto

Il ministero della Salute conferma che in Italia non sono stati finora registrati casi umani di infezione da virus Shamonda (Shav), ma invita a mantenere alta l’attenzione dopo la segnalazione del primo contagio documentato in Francia.

Una circolare è stata diffusa per fornire indicazioni operative alle autorità sanitarie e rafforzare il monitoraggio sia nella popolazione sia negli animali. Il provvedimento arriva in un contesto in cui, dall’estate del 2026, il patogeno è stato individuato in diversi allevamenti italiani e in numerosi altri Paesi europei.

Il dicastero sottolinea che le conoscenze attuali non permettono ancora di stabilire con precisione il rischio per la salute pubblica.

Il paziente francese, infatti, era gravemente immunocompromesso: le condizioni cliniche osservate non possono quindi essere considerate indicative di ciò che potrebbe accadere nella popolazione generale.

Sebbene la puntura di insetti del genere Culicoides rappresenti una possibile via di contagio, la trasmissione all’uomo attraverso questi vettori non è stata ancora dimostrata. Restano da chiarire anche altre eventuali modalità di acquisizione dell’infezione, compresa quella trasfusionale. Al momento, inoltre, non esistono evidenze di trasmissione da persona a persona. Il ministero invita pertanto a interpretare con prudenza il caso francese, senza considerarlo una prova di un rischio significativo per la popolazione.

Virus Shamonda, le indicazioni per medici e Regioni: attenzione ai pazienti fragili

Per individuare tempestivamente eventuali infezioni, la circolare raccomanda di valutare ulteriori accertamenti nei pazienti che presentano sindromi neurologiche acute di origine infettiva, quando siano già state escluse altre cause, virali e non. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle persone fragili e immunocompromesse. Il ministero considera inoltre fondamentale informare medici di famiglia, pediatri, specialisti dell’emergenza, infettivologi, neurologi e intensivisti sui rischi legati alle zoonosi emergenti e alle infezioni neurologiche potenzialmente associate al contatto con animali o vettori. Se si ritiene necessario approfondire un caso sospetto, i campioni biologici — tra cui siero, sangue intero, urine ed eventualmente liquido cerebrospinale — dovranno essere inviati al laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto superiore di sanità, incaricato di eseguire gli esami diagnostici e di conferma e di condividere i protocolli con i laboratori regionali.

Un altro punto riguarda la segnalazione dei casi: ogni sospetta infezione o positività al virus Shav dovrà essere comunicata tempestivamente al ministero attraverso il sistema di sorveglianza Premal, utilizzando, ove appropriato, la categoria relativa all’encefalite virale trasmessa da artropodi. Sono sotto osservazione anche gli aspetti legati alle trasfusioni e ai trapianti: il Centro nazionale sangue e il Centro nazionale trapianti forniranno eventuali nuove disposizioni sulla base dell’evoluzione delle conoscenze e delle indicazioni delle autorità europee.

Il monitoraggio viene condotto attraverso la collaborazione tra il ministero, il Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali (Cesme), l’Istituto superiore di sanità, l’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani, l’Inail e il Gruppo operativo arbovirosi. L’obiettivo è integrare le informazioni sulla salute umana e animale secondo l’approccio One Health, che considera strettamente connesse la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. Le raccomandazioni potranno essere aggiornate in base alle nuove evidenze scientifiche ed epidemiologiche.

Il virus Shamonda è conosciuto soprattutto per la sua circolazione nel mondo animale e interessa in particolare i bovini, ma è stato rilevato anche in ovini, caprini ed equini. Nell’estate del 2026 è stato identificato negli allevamenti europei e la sua presenza è stata confermata in diversi Paesi, tra cui Francia, Germania, Italia, Spagna, Austria e Svizzera. In Francia, il primo caso umano documentato potrebbe essere collegato alla puntura di un insetto infetto nell’est del Paese, dove il patogeno era già circolato negli animali durante la primavera e l’estate. Tuttavia, la specie responsabile dell’eventuale trasmissione non è stata identificata e gli accertamenti sono ancora in corso.

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