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Vaccino per smettere di fumare: la proposta shock di Bassetti

Vaccino per smettere di fumare: la proposta shock di Bassetti

Dalla ricerca scientifica alla prevenzione, il piano per contrastare il tabagismo: vaccino sperimentale contro la nicotina e sigarette a 15 euro secondo Matteo Bassetti.

Un vaccino sperimentale potrebbe aprire una nuova strada nella lotta al fumo, contrastando gli effetti della nicotina attraverso la risposta del sistema immunitario. I primi risultati ottenuti in Brasile sono promettenti, ma la strada verso un’applicazione sull’uomo è ancora lunga. Intanto, l’infettivologo Matteo Bassetti invita alla cautela e rilancia una proposta per scoraggiare il consumo di sigarette.

Vaccino contro la dipendenza dalla nicotina: primi risultati positivi

Un nuovo progetto di ricerca brasiliano apre prospettive inedite nella lotta al tabagismo. Si tratta di un vaccino sperimentale contro la dipendenza dalla nicotina, che nei primi test di laboratorio ha stimolato la produzione di anticorpi nel 100% dei ratti sottoposti all’immunizzazione.

A sviluppare il trattamento sono i laboratori Cristália, in collaborazione con gli studiosi dell’Università Federale di San Paolo (Unifesp) e dell’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ). La sperimentazione clinica sull’uomo non è ancora partita, ma il gruppo di ricerca conta di avviarla entro circa due anni. Il principio alla base del vaccino consiste nell’indurre il sistema immunitario a produrre anticorpi in grado di intercettare la nicotina nel sangue, impedendole di raggiungere il cervello.

In questo modo si punta a ostacolare l’attivazione dei meccanismi neurologici della ricompensa, responsabili del consolidamento della dipendenza. Nei test sugli animali sono state effettuate tre somministrazioni, una ogni mese. Secondo quanto riferito dall’infettivologo Matteo Bassetti al Messaggero, per l’eventuale protocollo clinico si starebbe invece valutando uno schema con due dosi.

Matteo Bassetti frena sul vaccino e propone sigarette a 15 euro: «Una tassa per la salute»

Nonostante i primi risultati incoraggianti, Bassetti invita a non considerare il trattamento una soluzione già prossima alla disponibilità. Lo sviluppo è ancora nelle fasi iniziali e, prima di un possibile impiego su larga scala anche in Italia, saranno necessari ulteriori studi e verifiche. «Se ne sa ancora poco e non è possibile indicarne le controindicazioni», osserva l’infettivologo, sottolineando anche che bisognerà valutare l’effettiva adesione dei fumatori e il costo della terapia. A suo giudizio, inoltre, medicinali, cerotti e persino vaccini rischiano di diventare soltanto dei «diversivi» se non vengono accompagnati dalla volontà concreta di abbandonare il tabacco e dalla consapevolezza dei suoi effetti sulla salute.

In attesa di nuove soluzioni scientifiche, Bassetti propone quindi un intervento deciso sul prezzo delle sigarette, che in Italia dovrebbe arrivare a 15 euro a pacchetto, oltre il doppio rispetto agli attuali costi. «Il prezzo sarebbe il modo, probabilmente, per disincentivare moltissimi dal fumare», afferma, evidenziando soprattutto la necessità di proteggere i più giovani.

La proposta comprende anche l’introduzione di una vera e propria «tassa per la salute», da inserire nel prezzo di vendita per contribuire a sostenere le spese del Servizio sanitario nazionale legate alle patologie provocate dal fumo. Tra queste figurano bronchite cronica, infarto, ictus, ipercolesterolemia, tumore del polmone e tumore della laringe. Infine, l’infettivologo richiama l’importanza della prevenzione e di campagne informative più incisive: le avvertenze riportate sulle confezioni non sarebbero sufficienti e, secondo la sua posizione, occorrerebbe ricordare quotidianamente alla popolazione quanto il tabacco sia dannoso e possa mettere seriamente a rischio la vita.

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