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Morbillo, un bambino muore a New York: il virus torna a preoccupare anche l'Italia

Morbillo, un bambino muore a New York: il virus torna a preoccupare anche l'Italia

L'epidemia di morbillo preoccupa Stati Uniti ed Europa: gli esperti richiamano l'attenzione sui rischi del calo delle vaccinazioni.

Il morbillo torna a far paura, con nuovi decessi e un aumento dei contagi che riaccendono l’attenzione delle autorità sanitarie. Dagli Stati Uniti all’Italia, cresce la preoccupazione per la diffusione del virus e per le coperture vaccinali ancora insufficienti. Al centro dell’allarme c’è soprattutto la necessità di completare il ciclo di immunizzazione per proteggere bambini e adulti dalle possibili complicazioni della malattia.

Stati Uniti, primo decesso per morbillo in 30 anni a New York: oltre 4.800 casi nel 2026

La recrudescenza del morbillo torna a preoccupare le autorità sanitarie internazionali, con un aumento dei contagi e nuovi richiami sull’importanza delle vaccinazioni. Negli Stati Uniti la situazione è diventata particolarmente allarmante dopo la morte di un bambino nello Stato di New York, mentre anche in Italia i pediatri segnalano una copertura vaccinale ancora insufficiente.

Il virus, altamente contagioso, può colpire persone di tutte le età e provocare complicazioni anche gravi. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la necessità di completare il ciclo vaccinale con entrambe le dosi previste.

A riaccendere l’attenzione sull’epidemia americana è stata la morte di un bambino residente nella contea di Lewis, nell’area settentrionale dello Stato di New York, a circa 150 chilometri da Syracuse.

Si tratta del primo decesso legato al morbillo registrato nello Stato negli ultimi 30 anni, come comunicato dalla governatrice Kathy Hochul. La donna ha espresso vicinanza ai familiari della vittima, dichiarando: “Come madre e come nonna, non riesco a immaginare cosa stia passando questa famiglia“. Hochul ha inoltre criticato la gestione delle campagne vaccinali da parte dell’amministrazione Trump, definendo la tragedia “un monito devastante su ciò che è in gioco quando Washington erode deliberatamente decenni di progressi nella protezione degli americani da malattie prevenibili“.

Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), al 29 ottobre 2026 erano stati segnalati 4.834 casi in 47 Stati, il numero più elevato dal 1990. Nello Stato di New York, dove dall’inizio dell’anno sono state rilevate oltre 160 infezioni, la governatrice aveva già proclamato lo stato di emergenza per fronteggiare la diffusione del contagio. Gli esperti individuano nel progressivo abbassamento delle coperture vaccinali una delle principali cause della recrudescenza: circa il 96% dei contagi registrati nell’ultimo anno ha riguardato persone non vaccinate o con uno stato immunitario non verificato.

Morbillo, primo decesso in 30 anni a New York: paura anche in Italia

La situazione americana riporta l’attenzione anche sull’Italia, dove la Società Italiana di Pediatria ha rilanciato l’allarme dopo la pubblicazione di una nuova circolare del ministero della Salute sull’andamento epidemiologico del morbillo. Gli specialisti ricordano che una sola persona infetta può trasmettere il virus fino a 17 individui, rendendo particolarmente difficile contenere i focolai quando la popolazione non dispone di una protezione adeguata.

A confermare la portata del problema sono anche i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026, l’Italia ha registrato 630 casi sui 2.472 complessivamente rilevati nell’Unione europea, risultando il Paese con il maggior numero di infezioni nel periodo esaminato. Il contagio non riguarda esclusivamente l’infanzia: la fascia maggiormente interessata per numero di diagnosi è quella compresa tra i 15 e i 39 anni, mentre il dato relativo allo stato vaccinale evidenzia che il 94,7% dei contagiati per i quali sono disponibili informazioni non era vaccinato. Considerando invece l’incidenza sulla popolazione, i bambini tra zero e quattro anni risultano particolarmente esposti, con 49,4 casi per milione di abitanti nel 2026.

Il morbillo si trasmette attraverso l’aria ed è caratterizzato da un’elevata capacità di diffusione. Tra i segnali iniziali figurano febbre anche superiore ai 40 gradi, tosse, raffreddore, congiuntivite e lacrimazione, ai quali possono seguire eruzioni cutanee che partono generalmente dal viso per estendersi al resto del corpo.

Per prevenire l’infezione, i CDC raccomandano il vaccino MMR in due somministrazioni: la prima tra i 12 e i 15 mesi e la seconda tra i quattro e i sei anni. L’efficacia protettiva è pari al 93% dopo una dose e raggiunge il 97% con entrambe.

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