Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto una nuova fase critica con l’annuncio di Donald Trump di un blocco navale nello Stretto di Hormuz e nuove offensive aeree. Le tensioni nel Golfo Persico si intensificano mentre il presidente americano rafforza la sua posizione contro Teheran.
In un’intervista radiofonica, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno conosciuti come i ‘guardiani di Hormuz’.
Ha criticato aspramente la leadership iraniana, definendola estremamente inaffidabile e ha minacciato ulteriori attacchi contro obiettivi militari iraniani, tra cui il sito di Pickaxe Mountain.
Operazioni militari e notifica al Congresso
Il U.S. Central Command ha annunciato l’inizio della terza notte consecutiva di raid contro l’Iran, su ordine del presidente Trump. Questi attacchi mirano a ridurre la capacità dell’Iran di colpire civili e traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.
Trump ha formalmente notificato al Congresso la ripresa delle operazioni militari, in conformità con il War Powers Act.
In una lettera inviata ai leader del Congresso, Trump ha specificato che le operazioni militari sono iniziate il 7 luglio e che non sono coinvolte forze di terra statunitensi. Le operazioni hanno una durata di 60 giorni, con la possibilità di una proroga di 30 giorni.
Blocco navale e compensazioni finanziarie
Trump ha annunciato che gli Stati Uniti imporranno un blocco navale sul traffico marittimo diretto ai porti iraniani, a partire dalle 22:00 ora italiana. Il blocco sarà gestito dal U.S. Central Command e mira a garantire la sicurezza del traffico commerciale nella regione.
Il presidente ha anche dichiarato che gli Stati Uniti riceveranno un rimborso del 20% su tutte le merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz per coprire i costi di sicurezza. Trump ha assicurato che lo Stretto rimarrà aperto a tutte le navi, tranne quelle iraniane.
Reazioni internazionali e dichiarazioni iraniane
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto sarcasticamente alle dichiarazioni di Trump, affermando che l’Iran è sempre stato il guardiano dello Stretto di Hormuz e continuerà a esserlo. Ha anche criticato la richiesta di compensazione finanziaria da parte degli Stati Uniti.
Il portavoce del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya ha dichiarato che l’Iran non permetterà agli Stati Uniti di interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz. Ha avvertito che qualsiasi forma di supporto logistico agli Stati Uniti sarà considerata un atto di guerra contro la sovranità iraniana.
Mosca ha condannato la ripresa degli attacchi contro l’Iran come una violazione del memorandum tra Teheran e Washington, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
Il ministro del Petrolio iraniano Mohsen Paknejad ha affermato che l’Iran continua a esportare petrolio nonostante le sanzioni statunitensi. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno distrutto l’84% della capacità produttiva di armi dell’Iran.
Più di 50.000 soldati statunitensi sono attualmente schierati in tutto il Medio Oriente, secondo il U.S. Central Command.
