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Stati Uniti e Iran in tensione: attacchi e blocchi nel Golfo Persico

Stati Uniti e Iran in tensione: attacchi e blocchi nel Golfo Persico

Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran: attacchi e blocchi nel Golfo Persico. Scopri come la situazione sta evolvendo.

La tensione tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto nuovi livelli di criticità. Dopo una serie di attacchi reciproci, la regione del Golfo Persico si trova al centro di una crisi che minaccia di destabilizzare ulteriormente l’area. Gli ultimi sviluppi hanno visto una escalation di violenza, con conseguenze significative per la sicurezza globale e i mercati energetici.

La situazione è esplosa martedì sera, quando gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani lungo la costa meridionale del paese e vicino allo Stretto di Hormuz. L’operazione, durata sette ore, ha coinvolto aerei da combattimento, droni e navi da guerra, colpendo dozzine di obiettivi militari nelle aree costiere iraniane.

Attacchi e contrattacchi nel Golfo Persico

Gli attacchi americani sono stati seguiti da una risposta immediata da parte dell’Iran. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato di aver lanciato attacchi contro basi militari statunitensi in BahrainKuwait e Giordania. Tra gli obiettivi colpiti ci sono il quartier generale della Quinta Flotta a Bahrain, strutture logistiche a Kuwait e basi aeree in Giordania.

Le autorità giordane hanno confermato di aver intercettato e abbattuto tre missili balistici iraniani che avevano violato il loro spazio aereo. Gli attacchi iraniani hanno anche preso di mira strutture di supporto e depositi di carburante, causando danni significativi.

Reazioni e dichiarazioni

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha dichiarato che gli attacchi contro l’Iran continueranno fino a quando non sarà raggiunto un accordo soddisfacente. In un’intervista a Fox News, Trump ha avvertito che potenziali obiettivi futuri potrebbero includere centrali elettriche e ponti. Ha anche sottolineato che gli Stati Uniti hanno avvertito Tehran di tornare al tavolo delle trattative.

Dall’altra parte, il portavoce del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito che l’Iran non tollererà ulteriori aggressioni. In un post su X, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz si aprirà solo con il consenso iraniano e non con le minacce americane.

Impatto sul traffico marittimo e sui mercati energetici

La crisi ha avuto un impatto immediato sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz una delle rotte più strategiche per il trasporto di petrolio. Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ha portato a una quasi totale paralisi del traffico, con solo poche navi autorizzate a passare. Questo ha causato un aumento significativo dei prezzi del petrolio, con il Brent crude che ha raggiunto $86.19 al barile.

L’Iran ha avvertito che potrebbe chiudere altri corridoi di esportazione che beneficiano degli Stati Uniti e dei loro alleati. Questo ha ulteriormente aumentato le preoccupazioni per la stabilità dei mercati energetici globali.

Sanzioni e misure economiche

Oltre agli attacchi militari, gli Stati Uniti hanno anche imposto nuove sanzioni contro l’Iran. Il Tesoro americano ha annunciato il congelamento di oltre $130 milioni legati a portafogli di criptovalute collegati alla banca centrale iraniana. Queste misure mirano a esercitare ulteriore pressione economica sul regime iraniano.

La situazione rimane estremamente volatile, con entrambe le parti che accusano l’altra di violare il cessate il fuoco firmato in aprile. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, sperando in una rapida de-escalation per evitare ulteriori danni alla regione e all’economia globale.

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