Il recente Bollettino Economico di Bankitalia mette in luce come i consumi delle famiglie italiane restino moderati, influenzati dalla prudenza sulle prospettive economiche e dalle dinamiche del mercato del lavoro. Il report analizza l’evoluzione della spesa privata, dei salari e dei risparmi, offrendo un quadro aggiornato sulle tendenze che condizioneranno l’economia nel 2026.
Bankitalia: consumi in ripresa lenta e risparmio familiare
Nel quarto trimestre del 2025 l’economia italiana ha mostrato segnali di crescita moderata, guidata principalmente dal settore dei servizi, soprattutto quelli rivolti alle imprese, e da un lieve recupero dell’industria. Come sottolinea la Banca d’Italia, “le prospettive per la manifattura restano incerte, anche per l’intensificarsi della concorrenza cinese in diversi comparti”. Le stime pubblicate nel bollettino confermano una crescita del PIL dello 0,6% nel 2026, con un rafforzamento previsto nel biennio 2027-2028.
L’andamento delle esportazioni e degli investimenti ha contribuito a sostenere l’espansione, mentre la spesa delle famiglie è aumentata solo marginalmente, condizionata dalla prudenza nelle aspettative economiche e dalla tendenza ad accrescere il risparmio, che si colloca “tra i più elevati dalla crisi finanziaria globale, escludendo quelli anomali osservati durante la pandemia”. Nonostante il miglioramento dell’occupazione e un lieve calo del tasso di disoccupazione, le condizioni del mercato del lavoro rimangono fragili, in particolare tra i giovani, con conseguenze dirette sui consumi.
Bankitalia: retribuzioni, inflazione e prospettive salariali
Il 2025 ha visto un aumento delle retribuzioni nel settore privato, sostenuto dai rinnovi dei contratti collettivi, con un incremento del 3,2%, superiore di 1,5 punti percentuali all’inflazione. Tuttavia, osserva Bankitalia, “a novembre scorso le retribuzioni contrattuali in termini reali risultavano ancora più basse del 7,7% rispetto ai livelli di gennaio del 2021, con differenze settoriali persistenti”, soprattutto nei servizi, dove il recupero è stato più lento rispetto all’industria. Per il 2026 la dinamica salariale sarà principalmente determinata dagli accordi già in vigore, con una crescita prevista delle retribuzioni contrattuali che continuerà a ridursi, pur restando sopra il tasso d’inflazione.
Il Bollettino evidenzia inoltre una pressione inflazionistica contenuta: nel quarto trimestre l’inflazione si è collocata su valori bassi rispetto alla media dell’area euro, trainata dal calo dei prezzi dell’energia e dalla moderata crescita dei servizi. Le proiezioni stimano un’inflazione al consumo dell’1,4% nel 2026, in risalita graduale fino a valori prossimi al 2% nel 2028, in parte a causa dell’entrata in vigore della normativa europea ETS2.