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Crans Montana, l’ospedale di Sion invia le fatture ai familiari dei feriti: cifre choc fino a 75mila euro

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Le fatture degli ospedali svizzeri riaprono il dolore delle famiglie dei giovani coinvolti nel rogo di Crans-Montana.

La tragedia del rogo avvenuto nella discoteca Le Constellation di Crans-Montana continua a far discutere anche mesi dopo la notte di Capodanno in cui sei giovani italiani hanno perso la vita. Oggi al centro delle polemiche ci sono le fatture inviate dagli ospedali svizzeri alle famiglie dei sopravvissuti, con importi elevatissimi per poche ore di ricovero, una situazione che ha riacceso dolore, rabbia e interrogativi sulle reali responsabilità delle autorità locali.

Strage Crans-Montana: il ruolo delle istituzioni e il nodo delle responsabilità

Sul piano istituzionale, la posizione italiana appare chiara: nessun costo sanitario deve ricadere sulle famiglie dei feriti né sullo Stato italiano. Secondo le fonti di Repubblica, l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, avrebbe spiegato che le autorità cantonali avevano già assicurato che le cure sarebbero state interamente coperte dal Canton Vallese e che nulla sarebbe stato richiesto ai parenti dei ragazzi coinvolti.

Proprio per questo motivo, l’arrivo delle fatture ha sollevato ulteriori dubbi e ha reso necessario un intervento diplomatico immediato. Cornado avrebbe già fissato per il 24 aprile un incontro con il presidente del governo del Vallese, Mathias Reynhard, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti ufficiali e verificare che gli impegni presi dopo la tragedia vengano rispettati senza ambiguità.

La questione, però, non riguarderebbe soltanto un aspetto amministrativo, ma toccherebbe responsabilità politiche e istituzionali più ampie. Resta infatti da capire se il sistema sanitario svizzero possa tentare un recupero delle spese attraverso il Servizio sanitario nazionale italiano, aprendo così un ulteriore fronte tra i due Paesi.

Crans-Montana, polemica per le fatture dei feriti ricoverati in Svizzera: cifre stellari

A distanza di mesi dal devastante incendio avvenuto nella discoteca Le Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, le famiglie dei giovani italiani feriti si trovano ad affrontare un nuovo motivo di sofferenza. Come riportato da Repubblica, dall’ospedale di Sion sarebbero arrivate comunicazioni amministrative relative ai costi delle cure prestate subito dopo la tragedia, con importi che oscillano tra i 15 mila e i 60 mila franchi svizzeri, fino a sfiorare i 75 mila euro. Tra i casi più eclatanti c’è quello di Manfredi Marcucci, sedicenne romano rimasto gravemente ustionato, per il quale è stata emessa una fattura di circa 75 mila euro per appena quindici ore di ricovero in terapia intensiva prima del trasferimento all’ospedale Niguarda di Milano. Sebbene nei documenti venga specificato che i familiari non siano tenuti al pagamento immediato, il loro arrivo ha provocato rabbia e sgomento, soprattutto per il forte impatto umano e simbolico di una richiesta simile rivolta a famiglie già segnate da mesi di dolore, interventi chirurgici e lunghi percorsi di riabilitazione.

Sempre secondo quanto riportato da Repubblica, a rendere ancora più pesante la situazione è il fatto che, mentre i conti ospedalieri sono arrivati rapidamente, le cartelle cliniche richieste da mesi per seguire i percorsi di cura dei ragazzi risulterebbero ancora difficili da ottenere. L’avvocato Domenico Radice, che assiste alcune delle vittime, avrebbe definito l’invio di queste fatture profondamente inopportuno, sostenendo che le spese dovrebbero essere sostenute dalle autorità svizzere anche alla luce delle possibili responsabilità pubbliche emerse nell’inchiesta. Per le famiglie, il problema non riguarda solo il pagamento materiale, ma il rispetto dovuto a chi sta ancora affrontando le conseguenze fisiche e psicologiche di quella notte.