In un quartiere elegante di Parigi, un gruppo di manifestanti si è riunito davanti agli uffici di CNews, brandendo bandiere ucraine e francesi. Il loro obiettivo: chiedere sanzioni contro Ksenia Fedorova, ex direttrice di RT France. La protesta segue una richiesta del Parlamento Europeo di imporre sanzioni contro Fedorova, accusata di promuovere la versione del Cremlino sugli eventi in Ucraina.
Fedorova, 45 anni, ha lavorato per 17 anni presso RT, il canale statale russo, e ora è una presenza regolare nei media francesi di proprietà del miliardario Vincent Bolloré. Nonostante le accuse, lei nega di essere una propagandista e definisce le critiche come politicamente motivate.
La carriera di Ksenia Fedorova e il suo ruolo attuale
Ksenia Fedorova ha iniziato la sua carriera nel 2005 con RT, il canale statale russo. Margarita Simonyan, editor-in-chief di RT, l’ha descritta come “la leader della nostra rivoluzione mediatica francese”. Dopo la chiusura di RT France nel 2026 a causa delle sanzioni europee, Fedorova ha continuato a lavorare come commentatrice per i canali di Bolloré, tra cui CNews, Europe 1 e JDNews.
Antoine Bernard, direttore di advocacy di Reporters Without Borders, ha dichiarato: “Dovrebbe essere chiaro che questa persona è una propagandista, non una giornalista”. Secondo Le Monde, Fedorova ha utilizzato termini come “operazione militare speciale” per descrivere l’invasione russa dell’Ucraina e ha sostenuto che la Russia vuole la pace, mentre i paesi occidentali prolungano il conflitto.
Le proteste e le reazioni di Fedorova
Le proteste contro Fedorova non sono una novità. In aprile 2026, durante il lancio del suo libro “Bannie” al Grand Palais di Parigi, attivisti pro-ucraini hanno interrotto l’evento distribuendo volantini con immagini di bambini ucraini deportati in Russia. Fedorova ha reagito solo in ottobre, pubblicando una foto su Instagram con il commento: “Una foto che mi ricorda quanto sia diventata selettiva la libertà di parola”.
Bernard ha respinto la sua interpretazione, affermando: “Non cadiamo nella trappola della libertà di espressione versus censura. Stiamo parlando di giornalismo. E il giornalismo ha l’obbligo di essere onesto, pluralistico e indipendente. Ovviamente, lei non lo è”.
Il dibattito sulla libertà di espressione e la propaganda
Fedorova sostiene che le critiche siano motivate dal suo essere russa, definendole come manifestazioni di russofobia. Tuttavia, Olga Prokopieva, direttrice dell’organizzazione anti-guerra Russie-Libertés, ha affermato che “non c’è russofobia qui. La Francia è uno dei principali paesi nel fornire visti umanitari ai russi in esilio, inclusi i giornalisti”.
Nonostante le critiche, Fedorova ha ottenuto un permesso di soggiorno di 10 anni in Francia nel 2026. Tuttavia, la sua presenza continua a sollevare polemiche e richieste di sanzioni, mentre il dibattito sulla libertà di espressione e la propaganda rimane acceso.