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Professore arrestato alla scuola militare Teulié: presunta violenza sessuale su sette studenti

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Professore della Teulié arrestato: contestazioni di abusi sessuali, pressioni e presunti ricatti ai danni di studenti della scuola militare milanese.

Un professore della Scuola Militare Teulié di Milano è stato arrestato con accuse molto gravi legate a presunte violenze sessuali su alcuni studenti dell’istituto. Secondo l’inchiesta, l’insegnante avrebbe sfruttato la propria posizione per esercitare pressioni e ottenere comportamenti a sfondo sessuale, con le indagini che stanno ricostruendo la portata delle condotte contestate e il numero effettivo delle vittime.

Arrestato un professore: allievi costretti a violenze sessuali per superare gli esami

Come riportato dall’Ansa, pare sia stato posto agli arresti domiciliari un insegnante di italiano della Scuola Militare Teulié, istituto militare situato a Milano. Il docente, 48 anni, sarebbe accusato di concussione, maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di almeno sette studenti.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, appartenenti al pool specializzato nei reati sessuali, a partire dalla segnalazione di uno studente e successive dichiarazioni raccolte tra gli allievi.

Secondo quanto riportato negli atti giudiziari, il professore avrebbe esercitato per mesi una pressione continua sugli studenti, sfruttando la propria posizione e il ruolo legato anche alla commissione dell’esame di Stato.

In un passaggio dell’ordinanza del gip Elio Sparacino viene descritto un contesto di abuso sistematico: “un quadro di costanti pressioni svolte dall’insegnante, il quale, abusando della posizione educativa ricoperta” e della condizione di soggezione degli allievi, avrebbe imposto comportamenti degradanti e richieste a sfondo sessuale. Le accuse includerebbero anche presunti favori e minacce implicite legate al rendimento scolastico e alla maturità imminente.

Presunte violenze sessuali alla scuola militare di Milano: pressioni, testimonianze e sviluppo dell’inchiesta

Le indagini delineano una dinamica in cui gli studenti sarebbero stati condizionati psicologicamente attraverso umiliazioni, ricatti e favoritismi. Stando alle indiscrezioni dell’Ansa, tra gli episodi contestati emergerebbero anche presunti invii di denaro e richieste di materiale intimo tramite messaggi, con una chat Telegram in cui comparirebbe la frase: “mi mandi una fotina?“. Alcuni studenti avrebbero inoltre raccontato di aver vissuto momenti di forte disagio, uno dei quali si sarebbe sentito “pietrificato” durante un episodio di abuso. Le testimonianze raccolte parlerebbero anche di favoritismi e differenze di trattamento tra allievi.

Il gip avrebbe sottolineato che il docente, anche dopo essere venuto a conoscenza dell’indagine, pare abbia tentato di ostacolare le verifiche chiedendo agli studenti di alterare le proprie dichiarazioni. Le attività investigative, avviate dopo una denuncia formale presentata da uno degli allievi ai propri superiori, proseguono con ulteriori audizioni di testimoni e personale scolastico, mentre gli inquirenti non escludono che il numero delle persone coinvolte possa aumentare.