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Marco Rubio chiarisce: le sanzioni a Iran restano vincolate al programma nucleare

Marco Rubio chiarisce: le sanzioni a Iran restano vincolate al programma nucleare

Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato al Senato il 2 giugno 2026 che l'apertura dello stretto di Hormuz non sarà scambiata con un alleggerimento immediato delle sanzioni: ogni mossa dipenderà da accordi più ampi sul programma nucleare iraniano.

Il 2 giugno 2026 il segretario di Stato Marco Rubio è comparso davanti alla commissione per le relazioni estere del Senato americano, offrendo un quadro preciso delle condizioni che Washington intende imporre a Tehran per progredire nelle trattative. In un contesto segnato dall’interruzione dei colloqui di pace e dalla decisione iraniana di chiudere sostanzialmente lo stretto di Hormuz, Rubio ha ribadito che il governo statunitense non concederà un immediato allentamento delle sanzioni come contropartita esclusiva per la riapertura del passaggio marittimo.

Le condizioni poste da Washington

Secondo Rubio, la strategia americana è articolata in fasi: la prima richiede che l’Iran dichiari apertamente che lo stretto di Hormuz è riaperto, che non imporrà pedaggi alle navi, che collaborerà alla rimozione delle munizioni e mine piazzate e che garantirà la sicurezza dei transiti marittimi. Solo dopo l’adempimento di questi punti potrà partire la seconda fase negoziale, centrata sul programa nucleare iraniano.

Fase due: il nodo dell’uranio arricchito

Rubio ha descritto la fase successiva come incentrata sulla gestione dello stock di uranio altamente arricchito, definendo necessario un impegno iraniano a negoziare limitazioni severe e durature o addirittura la cancellazione delle attività di arricchimento. Ha anche ammesso che la rimozione e la distruzione di tali materiali rappresentano un processo complesso e prolungato.

La posizione su sanzioni e negoziati

Interrogato sul possibile scambio di rimozione delle sanzioni per la riapertura dello stretto, Rubio ha escluso che sia in corso o sia stata offerta una simile compensazione senza garanzie nucleari. “Ogni sollievo dalle sanzioni è condizionato e collegato al tema nucleare”, ha detto, ribadendo che quelle misure restano lo strumento principale di pressione finché non arriveranno impegni concreti di disarmo o limitazione.

Il contesto del blocco e le ricadute economiche

L’interruzione del traffico nello stretto di Hormuz ha avuto impatti immediati sui mercati energetici globali, con un aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Rubio ha affermato che la contro-blocco degli Stati Uniti mira a screditare la strategia iraniana, sostenendo che le restrizioni hanno inflitto a Tehran perdite finanziarie significative, pari a “centinaia di milioni di dollari al giorno” in mancati ricavi petroliferi.

Valutazioni militari e dichiarazioni contestate

Durante l’audizione, Rubio ha affermato che le capacità missilistiche e navali iraniane sono state «sostanzialmente degradate», sostenendo che la marina iraniana sia stata gravemente danneggiata e paragonandone la sorte a relitti sommersi che diventeranno in futuro «scogli e banchi da pesca». Queste descrizioni, tuttavia, sono state messe in discussione da analisti esterni e da alcune inchieste giornalistiche che segnalano come l’Iran abbia conservato una quota rilevante dei propri armamenti, pur subendo danni alla base industriale di rifornimento e produzione.

Leadership e dinamiche interne

Rubio ha anche toccato il tema della leadership iraniana, citando segnali che il nuovo capo del regime starebbe assumendo un ruolo più attivo nelle decisioni. Su questo punto la testimonianza rimane scarna e il segretario di Stato si è limitato a indicare elementi che, secondo lui, mostrano un maggiore coinvolgimento politico della nuova guida.

Prospettive dei negoziati

Il messaggio centrale dell’intervento di Rubio è chiaro: la Casa Bianca ritiene possibile raggiungere un’intesa, ma solo seguendo una sequenza precisa di impegni verificabili. L’apertura dello stretto non rappresenta, per gli Stati Uniti, un obiettivo fine a se stesso né una leva sufficiente per ottenere la sospensione o la revoca delle sanzioni senza un accordo stringente sul nucleare. Questa posizione segna la linea rossa che Washington intende mantenere nelle prossime fasi diplomatiche.

Implicazioni future

Se Tehran accetterà di trattare su aspetti del suo programma nucleare che fino a poche settimane prima aveva escluso, come sostenuto da Rubio, si aprirà uno spazio complesso ma potenzialmente risolutivo. Resta da vedere se la strategia a due fasi proposta produrrà progressi concreti o se le tensioni sul terreno continueranno a ostacolare ogni passo avanti.