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Terremoto in Calabria, capo Protezione Civile: "Cosa sarebbe successo con minore profondità"

Le dichiarazioni del capo della Protezione Civile sul terremoto in Calabria

Una forte scossa di terremoto ha colpito la Calabria durante la notte. Fortunatamente non ci sono stati danni.

Una forte scossa di terremoto ha colpito la Calabria nel cuore della notte. Il sisma, di magnitudo 6.2, è stato registrato al largo della costa settentrionale della regione e ha provocato momenti di apprensione in diverse province, anche se fortunatamente non si segnalano danni a persone o edifici.

Terremoto Calabria: scossa di magnitudo 6.2

Il terremoto è stato rilevato poco dopo la mezzanotte e, nonostante l’elevata profondità dell’epicentro, è stato percepito chiaramente da gran parte della popolazione. La Protezione civile regionale ha monitorato costantemente la situazione durante la notte, ricevendo numerose segnalazioni da cittadini preoccupati per quanto stava accadendo.

La scossa è stata avvertita molto forte sebbene sia stata a 250 km di profondità, se fosse stata a 30 km di profondità, avrebbe provocato dei danni anche importanti” ha dichiarato Domenico Costarella, capo della Protezione Civile.

Secondo le verifiche effettuate insieme ai Vigili del Fuoco, non sono emerse criticità particolari né danni alle strutture. Le autorità hanno partecipato a un confronto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile e con le regioni vicine per valutare l’evoluzione della situazione e coordinare eventuali interventi.

Terremoto Calabria: cosa sarebbe successo con minore profondità

Molti cittadini hanno paragonato la scossa ai devastanti terremoti che hanno colpito il Centro Italia negli anni passati. Gli esperti, però, spiegano che si tratta di fenomeni molto differenti tra loro. Il sisma registrato in Calabria si è verificato a una profondità particolarmente elevata, circa 250 chilometri sotto la superficie terrestre. Proprio questa caratteristica ha contribuito a ridurre notevolmente gli effetti in superficie.

Se l’evento si fosse verificato a una profondità inferiore, le conseguenze avrebbero potuto essere molto più serie. I terremoti che hanno interessato zone come Amatrice e L’Aquila, invece, sono stati fenomeni superficiali, che si sono sviluppati a pochi chilometri dalla crosta terrestre. Questa differenza geologica spiega perché, nonostante una magnitudo significativa, la scossa avvertita in Calabria non abbia provocato danni rilevanti, limitandosi a generare paura e preoccupazione tra la popolazione.